Il Tirreno

Livorno

Gli agenti marittimi vedono la ripresa

Gli agenti marittimi vedono la ripresa

Miele: fondamentale la Piattaforma Europa, decisivo l’intervento di Rossi

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LIVORNO. Non ci siamo ancora scrollati di dosso la crisi («ci sono perduranti difficoltà») ma l'imprenditoria portuale ci crede e non vede più tutto nero all'orizzonte: si «cominciano a registrare alcuni segnali positivi che ci inducono a credere in una ripresa». Parola degli agenti marittimi Asamar: lo ha detto la presidente Laura Miele nella assemblea al termine del primo anno del secondo mandato (con un consiglio in cui figurano come vicepresidenti Enrico Bonistalli e Fabio Selmi, Silvio Fremura come past president, oltre ai consiglieri Cesare Fremura, Francesco Conti, Francesco D'Alesio, Francesca Scali, Giuseppe Parziale, Giovanni Gasparini e Stefano Salvestrini).

C’è un passaggio della relazione di Miele che ben disegna la situazione: è quando mette l'accento sul fatto che «dall'ultimo evento organizzato da Asamar, il 5 dicembre all'Hotel Palazzo, sono successe molte cose e tutte molto positive».

Occhi puntati sulla Darsena Europa: per spiegare quanto l’infrastruttura sia «di fondamentale importanza per il porto di Livorno», la numero uno degli agenti marittimi livornesi ripete che servirà a rimuovere lo sbarramento che impedisce alle navi portacontainer più grandi di entrare in porto («la Piattaforma Europa è il ponte che porterà Livorno al livello dei maggiori porti europei»).

Il merito della svolta, dopo anni di sogni e chiacchiere, Miele lo attribuisce all'impegno del governatore Enrico Rossi per «uno straordinario accordo di programma», che «segue l'approvazione del piano regolatore» e può contare anche sulla firmare del premier Renzi.

Ma in certa misura Miele lo rivendica anche all’impegno della propria organizzazione di categoria sul fronte della rappresentanza: il protagonismo negli incontri all’Authority, gli interventi sul fronte del Prg, la presenza di esponenti Asamar nel consiglio e nell’esecutivo della Camera di Commercio, nel comitato portuale e nelle commissioni consultive nelle Autorità portuali di Livorno e di Piombino, la guida della sezione logistica della Confindustria.

L'elogio bis di Miele alla Regione riguarda la presa di consapevolezza che «il futuro della Toscana passa dal mare»: ha in questi anni «lavorato molto per il rafforzamento del sistema portuale toscano».

Miele insiste sul fatto che finalmente ci si sta muovendo per «creare le condizioni di una buona logistica». Come? Da un lato, recuperando «spazi a terra e a mare» e, dall'altro, ottenendo «quel che nei porti italiani manca da troppo tempo: un adeguato servizio ferroviario».

Ed è proprio su questo che mette l'accento la presidente: fra non molto Livorno avrà «una moderna stazione ferroviaria in Darsena Toscana» con collegamento diretto con la linea tirrenica ed è in pista lo "scavalco" per arrivare senza intoppi all'interporto. Miele esulta: «E' un risultato veramente importante perché sino ad oggi sono pochissimi i porti in Europa dotati di queste infrastrutture».

Ma sotto questo profilo indica altri obiettivi che andrebbero a strutturare un forte polo portuale toscano: 1) collegare l'interporto ai binari della Pisa-Colle-Vada arrivando al porto di Piombino; 2) by-pass della stazione di Pisa per separare il traffico merci da quello passeggeri; 3) raccordi ferroviari interni al porto di Piombino e innesto sulla “tirrenica”.

Il segnale positivo è anche nel «rinnovato interesse verso il nostro scalo da parte di molti operatori internazionali»: il riferimento è «al ritorno della compagnia israeliana Zim, all'ingresso delle compagnie Msc e Grimaldi nelle compagini societarie di importanti strutture terminalistiche, ai recenti insediamenti delle multinazionali Masol in porto e della General Electric all'interporto di Guasticce, al nuovo collegamento contenitori della compagnia Uasc»...

Se la relazione batte soprattutto sul tasto di un certo ottimismo, risulta che nell’assemblea non siano mancate sottolineature preoccupate. Nel mirino è l’ipotesi di accorpamenti fra Autorità Portuali che salta fuori dalle indiscrezioni: è vero che il ministro Delrio sembra aver tirato il freno negli ultimissimi giorni ma sta di fatto che l’eventualità di finire con Civitavecchia non lascia gli operatori dormire sonni tranquilli. Tutt’altro che da escludere, stando alle informazioni raccolte, la possibilità di richiedere l’intervento della propria federazione nazionale (Federagenti) per chiedere di rivedere la logica geografica degli accorpamenti: non è unsegreto che Asamar preferirebbe una aggregazione fra porti toscani.

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di Redazione web