Gioco
Contro i furti in ospedale c’è il primario detective: «Così proteggo il reparto»
Federico Cappuzzo, responsabile di Oncologia si è messo a fare le ronde notturne. «La sera si può entrare senza difficoltà: ho chiesto alla direzione più controlli»
LIVORNO. Per denunciare il problema della scarsa sicurezza dentro l'ospedale, il dottor Federico Cappuzzo sopra i panni di direttore del reparto di Oncologia ha indossato quelli di “medico-detective”.
In più occasioni si è recato all'interno del complesso durante la notte, per osservare con i propri occhi la situazione che si vive tra corridoi e padiglioni. «Nel corso dei miei sopralluoghi - racconta Cappuzzo - ho constatato come in effetti la notte si possa entrare in ospedale con tutta tranquillità, trovando le entrate dei vari edifici spalancate. Al mio reparto - rivela - le uniche porte chiuse erano quelle dove c'era il personale in servizio, costretto a barricarsi dentro per paura di intrusioni di malintenzionati».
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Il primario spiega di aver segnalato più volte all'Asl la presenza di estranei all'interno dell'ospedale. «La direzione sta prendendo provvedimenti, mi hanno assicurato che l'aumento della sorveglianza è già pianificato. Ma dobbiamo fare i conti anche con un problema strutturale: questo circondario ha vie di accesso praticamente infinite. Senza dimenticare i sotterranei: controllare decine e decine di tunnel è impresa imponente».
A questo proposito Cappuzzo ricorda un aspetto particolare che riguarda la struttura stessa del complesso ospedaliero. «Se anche potenzialmente si trovassero le risorse necessarie per rivedere e rafforzare tutti i possibili punti di ingresso al circondario e ai singoli padiglioni, sarebbe comunque molto complicato realizzare questi interventi, perché l'ospedale è vincolato al Codice dei beni culturali e del paesaggio (si tratta del decreto legislativo 42/2004, ndc). Di conseguenza, anche volendo, non sarebbe possibile apportare modifiche strutturali per rendere gli edifici più sicuri».
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Un modo per colmare le carenze strutturali dell'ospedale potrebbe essere allora l'aumento del numero di guardie giurate, rafforzando in particolar modo le perlustrazioni notturne. «Lo spero - ammette Cappuzzo - In più chiederò anche la possibilità di installare alcune telecamere». Il responsabile del reparto di Oncologia sottolinea come, nonostante tutte le difficoltà, tutti coloro che lavorano in ospedale facciano il possibile per prevenire le incursioni notturne, con il coinvolgimento sia della direzione che della vigilanza».
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Ad oggi - aggiunge Cappuzzo - «abbiamo pagato la mancanza di sicurezza con una serie di furti. Ma ciò che mi preoccupa di più - conclude il primario - non è la situazione di pericolo per i beni materiali, quanto piuttosto quella nei confronti delle persone. Sapere che nelle ore notturne in ospedale si può entrare da tutte le parti e arrecare danno anche a chi lavora o agli stessi pazienti è un qualcosa che mi terrorizza».
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