Il Tirreno

Livorno

MONICA PECORI (CINQUE STELLE)

«Acqua, deve tornare pubblica e invece peggiora la qualità»

LIVORNO. «Arpat conferma il trend negativo della qualità delle acque superficiali destinate alla produzione delle acque potabili». A dirlo è Monica Pecori, candidata M5S alle regionali segnalando «la...

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LIVORNO. «Arpat conferma il trend negativo della qualità delle acque superficiali destinate alla produzione delle acque potabili». A dirlo è Monica Pecori, candidata M5S alle regionali segnalando «la totale assenza di corpi idrici in categoria A1, un'ulteriore riduzione di quelli in categoria A2 e un incremento di quelli A3 e di quelli di qualità ancora inferiore, che insieme rappresentano il 90 per cento dei corpi idrici valutati e per i quali sono necessari trattamenti di potabilizzazione più spinti». Insomma, per l’esponente pentastellata, a Livorno l'acqua, per diventare bevibile, ha «bisogno di trattamenti fisici, chimici e di disinfezione sempre più spinti e costi maggiori a carico dei cittadini, senza contare la denaturalizzazione del bene più prezioso»,

Colpa di chi? Del «menefreghismo che la Regione ha nei confronti della popolazione, privilegiando invece il privato», dice Pecori sottolineando che «Eni dichiara un consumo di acqua dolce pari a 67 milioni di metri cubi».

Per il M5S – dice – l'acqua è «un bene primario che deve tornare pubblico, come indicato dal referendum del 2011, senza finalità di lucro e la sua gestione deve essere partecipata dai cittadini, ai quali deve essere permessa la priorità di fruizione. Occorre stabilire quindi e garantire un minimo vitale giornaliero gratuito di 50 litri di acqua, a carico della fiscalità pubblica».

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