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Imu e Tasi: a Viareggio tartassati negozi e seconde case. Pisa, detrazioni ok

Imu e Tasi: a Viareggio tartassati negozi e seconde case. Pisa, detrazioni ok

Lo stato di dissesto in cui versa la città del Burlamacco ha costretto il commissario prefettizio  ad alzare al massimo le aliquote delle imposte che ricadono su appartamenti e negozi. A Livorno il dietrofront di Nogarin

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Sarà un giugno caldo, caldissimo per i cittadini, soprattutto per quelli di Viareggio.

Chi ha la fortuna di possedere casa, negozio e seconda casa (magari data in affitto) nella città del Burlamacco il 16 giugno dovrà sborsare una bella sommetta per l'acconto di Imu e Tasi: 1.355 euro secondo la nostra simulazione.

Lo stato di dissesto in cui versa la città del Burlamacco (si parla di un buco di decine di milioni di euro) ha costretto il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo ad alzare al massimo le aliquote delle imposte che ricadono su appartamenti e negozi. Se sulla prima casa si pagano “solo” 298 euro (Tasi al 2,5 e detrazione per tutti i proprietari di 40 euro), la vera stangata arriva sulle seconde abitazioni e sugli esercizi commerciali, tipologie di immobili che nella capitale della Versilia abbondano.

I proprietari di seconde case (affittate o libere non fa differenza) dovranno fare i conti con un'Imu al 10,6 per mille e una Tasi allo 0,8. Tradotto in cifre, significa 1.380 euro annue, di cui una decina ricadono in testa all'affittuario, che paga il 10% della Tasi. Non se la passano meglio i titolari dei negozi: il proprietario di una tabaccheria di 63 metri quadrati e una rendita di 1.581 euro (ma le attività della Passeggiata hanno valori assai più elevati), a metà giugno dovrà sborsare 520 euro di acconto, pagabili con F24 o bollettino postale.

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Prato: stangata sulle prime case. Non sorridono neppure i pratesi: la stangata stavolta è per i proprietari di prime case.

Nella nostra simulazione abbiamo preso in considerazione un'abitazione di tipo economico di 90 metri quadrati, abitata da una famiglia di quattro persone (padre, madre e due figli di 25 e 23). Ebbene, un alloggio con queste caratteristiche costa ai pratesi 446,29 l'anno, con acconto al 16 giugno di 223 euro. Il tutto per effetto di un'aliquota Tasi che tocca il livello massimo di 3,3 e di una rendita catastale (721 euro) che non gode di “sconti”, dato che il sistema di detrazioni messo a punto dall'amministrazione premia le rendite sotto i 600 euro (165 euro in meno per chi ha valori catastali compresi tra 0 e 299 euro; 80 per chi va da 300 a 599).

Pisa e Carrara, detrazioni ok. Anche Pisa e Carrara applicano l'aliquota massima di 3,3, ma al contrario di Prato risultano le città in cui la casa costa meno, fra quelle prese in esame. A fare la differenza sono le detrazioni: Pisa le applica sulla base della rendita ma con un ventaglio assai più ampio (si arriva fino ai 1.200 di valore). In second'orine l'amministrazione Filippeschi offre alle famiglie un'agevolazione ulteriore: 25 euro per ogni figlio under 26 oltre il secondo. Meno articolato ma ugualmente efficace, il modus operandi del Comune di Carrara: aliquota massima al 3,3 con detrazione per tutte le famiglie di 140 euro.

Le seconde case: Grosseto cara per gli inquilini. Gettando un occhio al mercato delle seconde case, occorre notare che nel campione esaminato la maggior parte dei Comuni non ha utilizzato la Tasi sulle seconde case, e chi lo ha fatto ha lasciato al 10% la quota a carico degli inquilini. Questo fa sì che la spesa che ricade sul locatario ammonti a pochi euro. Fra quelli presi in esame, il Comune più caro per gli inquilini risulta essere Grosseto: per una seconda casa affittata con contratto regolarmente registrato si pagano sia l'Imu (aliquota al 6,1 per mille) sia la Tasi (2,5 per mille). L'importo di quest'ultima ricade per il 10% sul locatario che dovrà sborsare una trentina di euro tra prima e seconda rata. Sempre meno del proprietario che fra Imu e Tasi per l'acconto del 16 giugno dovrà tirar fuori 520 euro (369 di Imu e 151 di Tasi). Sulla prima casa, invece, l'amministrazione del sindaco Bonifazi non ha previso detrazioni, mantenendo però l'aliquota al 2,5 per mille.

Aliquote cambiate solo a Lucca e Livorno. Dei nove Comuni presi in considerazione solo Lucca e Livorno hanno modificato le aliquote rispetto al 2015 e le nuove delibere sono già pubblicate sul sito del Mef. A Lucca non ci sono grosse novità (si parla di un'estensione delle detrazioni a rendite elevate) mentre a Livorno la Tasi sulla prima casa è stata riportata a 2,5 per mille dopo “l'aumento impossibile” varato dall'amministrazione Nogarin, che aveva superato il limite previsto dalla legge toccando il 3,5 per mille.

Per questo motivo nella tabella riportata nel grafico centrale abbiamo preso in considerazione le nuove aliquote labroniche. (g.p.)

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