Il Tirreno

Livorno

Nogarin: no alla discarica «Mai sentito Bellabarba»

Nogarin: no alla discarica «Mai sentito Bellabarba»

Il sindaco replica alla società: «Scorretto millantare contatti con l’amministrazione il M5S è contro l’impianto, solo per continuità la giunta non è uscita dalla causa»

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LIVORNO.

«Nessun contatto con la ditta Bellabarba sulla discarica del Limoncino». Così il sindaco prende le distanze dalle dichiarazioni rilasciate martedì al Tirreno dai titolari della società Bellabarba, che insieme ai loro legali hanno rilanciato pubblicamente un utilizzo della cava del Monte La Poggia in tandem con Aamps, anche nell’ottica di abbassare la tassazione. Dalla società hanno riferito di avere avuto contatti con il Comune e con gli avvocati del comitato anti-discarica, senza però essere riusciti a far sedere i frontisti intorno a un tavolo.

Parole che hanno fatto schizzare sulla sedia sia il fronte del comitato che i Cinque stelle. Così ecco la replica direttamente dalla pagina Facebook di Filippo Nogarin.

«Troviamo assolutamente scorretto – interviene il sindaco – che la ditta Bellabarba utilizzi il quotidiano per millantare dei contatti con l’amministrazione comunale, dal momento che la discarica del Limoncino è al centro del contenzioso tra i frontisti e la società». Dai legali di Bellabarba erano emersi contatti con i vertici della macchina di Palazzo Civico. Non a caso forse Nogarin mette l’accento sulla “distanza politica”. «Nessun contatto – scrive – è intercorso con la giunta e tantomeno il gruppo consiliare». «Il M5S – entra nel merito – ha avversato politicamente l’idea di realizzare una discarica nell’ex cava del Canaccini ed è solo per continuità amministrativa che la giunta comunale non è potuta uscire dalla causa». Altro aspetto delicato, che ieri l’avvocato dei frontisti, Patrizio Rossi, non ha mancato di far notare.

«È oltremodo grave – riprende Nogarin – visto il periodo elettorale, che la società speculi sul tema della Tari per riaprire il dibattito sulla questione, tanto più che tale argomentazione finirebbe per decadere con il passaggio di Aamps a Retiambiente, dal momento che è tutto da dimostrare come tale impianto (neppure inserito nel piano infrastrutturale dell’Ato Costa) possa incidere sulla Tari dei livornesi».

«Quel che è certo – conclude il sindaco – è che invece la questione del dissesto idrogeologico delle cave, specialmente alle porte del Parco dei Monti Livornesi non possa vedere come soluzione un impianto di smaltimento rifiuti. tutto questo non significa che la giunta non tenga in considerazione il destino dei dipendenti, e questo la ditta Bellabarba lo sa perfettamente».

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