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Livorno

«Misura eccessiva, ora pensiamo al ricorso»

«Misura eccessiva, ora pensiamo al ricorso»

L’avvocato dell’operaio: ci sono elementi che smontano la premeditazione dell’aggressione

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LIVORNO. «Quella del carcere è una misura eccessiva, soprattutto riguardo al contesto. Il giudice, la cui scelta rispetto, a mio avviso poteva valutare disposizione meno afflittive. Ecco perché valuterò la possibilità di fare appello al Tribunale del Riesame per ottenere una riduzione della misura».

L’avvocato Aurora Matteucci, difensore di Davide Vecchio, l’operaio arrestato domenica scorsa per l’agguato all’agenzia Snai di piazza Attias, ha le idee chiare su come cercare di far uscire dal carcere il prima possibile il proprio cliente, accusato di lesioni personali aggravate dalla premeditazione.

Dalle 14 di martedì il legale ha potuto avere in mano il fascicolo e valutare le carte per decidere la strategia difensiva che si è poi strutturata in tre mosse: non far parlare l’indagato davanti al giudice, spiegare durante l’udienza come non ci fossero elementi che potessero giustificare la misura in carcere (reiterazione del reato, pericolo di fuga, inquinamento delle prove), e soprattutto contestando sia l’arresto in flagranza (il fermo è avvenuto qualche ora dopo l’agguato), sia la premeditazione dell’aggressione con l’acido alla cassiera.

«In questa storia - precisa l’avvocato - è necessario comprendere le motivazioni che hanno portato a questo gesto. Come ho detto si tratta di una situazione molto delicata. A mio avviso, leggendo gli atti, ci sono comunque elementi che smontano la premeditazione e che andranno analizzati».

Sulla decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere il ragionamento è ancora più complesso. «Allo stato - prosegue il legale - il mio cliente non era in grado di rendere dichiarazioni rispetto a ciò per cui è indagato. Soprattutto perché è molto turbato dal clamore che la vicenda ha avuto, anche a livello mediatico». Adesso dunque per la difesa inizia una nuova battaglia legale. L’obiettivo è quello di portare fuori dal carcere l’operaio il prima possibile. E il Tribunale del Riesame è la strada più veloce da percorrere.

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