Gioco
Livorno abbraccia il presidente Pepe
«Un grande rivoluzionario». Così il sindaco gli conferisce la cittadinanza onoraria. Un bagno di folla in Municipio
LIVORNO. Ha tirato fuori il “Maggiolone” bianco della Volkswagen e così, con tutto il fascino dell’auto d’epoca, il sindaco Filippo Nogarin è andato ad accoglierlo alla stazione centrale: un benvenuto simpatico e in grande stile quello che l’amministrazione comunale ha voluto rivolgere all’ex presidente dell’Uruguay Josè Alberto Mujica Cordano che, proveniente da Genova alla volta di Roma, si è fermato a Livorno dove ha ricevuto un riconoscimento per la sua «attenzione verso i più deboli» e per lo spirito «estremamente umile con il quale ha saputo rivestire la massima carica dello Stato».
Dopo averlo fatto salire sull’auto tirata a lucido, Nogarin ha infatti accompagnato Mujica a Palazzo Civico dove gli è stata conferita la pergamena con l’attribuzione della cittadinanza onoraria assieme alle chiavi della città.
Una decisione che era stata formalizzata ieri mattina dal Consiglio Comunale riunito in seduta straordinaria, con 24 voti favorevoli su 25. «L'eccezionalità della presenza dell'ex presidente a Livorno – afferma il sindaco Nogarin – ci è sembrata l'occasione ideale per proporre al Consiglio di conferirgli la cittadinanza».
Il primo cittadino è apparso visibilmente commosso durante la cerimonia: «Consegnare a lei Pepe Mujica la pergamena con l'attribuzione della cittadinanza onoraria assieme alle chiavi della città di Livorno, nasce anche dal sentirla vicino a questa città: per me un privilegio e un onore, accoglierla da sindaco, come nostro concittadino».
«Non penso di esagerare se definisco Mujica come uno dei più grandi rivoluzionari della storia contemporanea – aggiunge Nogarin – un uomo capace di usare con inaudita determinazione un'arma di distruzione di massa potentissima: la semplicità. Ha sempre vissuto da cittadino tra i cittadini, indicando al suo popolo quali siano i significati della vita, e da politico è riuscito, dove in tanti hanno fallito, a mantenere le promesse e le premesse del suo mandato. Il rispetto della Costituzione, l'educazione, le infrastrutture, la politica energetica e la sicurezza dei cittadini».
Per Pepe Mujica è stato un vero e proprio bagno di folla. Colpito da tanto entusiasmo,ha rivolto le sue parole soprattutto ai giovani. «Mai come oggi – dice l’ex presidente – avete tante opportunità e così tanto capitale a disposizione, eppure è in pericolo la vita stessa. Abbiamo costruito la civiltà ed essa ha generato al suo interno il proprio nemico. Dovremmo governare questa nostra civiltà, invece siamo governati dal mercato. Deve cambiare la cultura che anima le nostre vite. Pensiamo solo a comprare e lavorare, comprare e lavorare e intanto la vita, che è quanto di più prezioso abbiamo al mondo, se ne va».
Mujica, che era accompagnato dalla moglie, la senatrice Lucia Topolansky e dal console dell'Uruguay in Toscana Silvio Fancellu e Raffaela Fancellu, dopo aver fatto tappa a Livorno ha proseguito il suo viaggio in Italia dirigendosi a Roma, dove sarà ricevuto dal Papa.
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