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Investigatori a caccia di prove perquisiscono anche la scuola

Investigatori a caccia di prove perquisiscono anche la scuola

L’istituto era chiuso per la festa patronale di Cascina ma è stato fatto riaprire La vicepreside: ufficialmente non sappiamo nulla, per noi Winter è in malattia

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CASCINA. Era il giorno della festa patronale, martedì 26, quando è scattata la perquisizione nella scuola media del comune di Cascina, dove lavora il professore arrestato nell’ambito di un’inchiesta contro la pedopornografia partita da Milano. Gli uomini della polizia postale di Pisa, delegati a svolgere alcuni accertamenti sulle attività dell’insegnante, hanno avuto il loro bel da fare per rintracciare il personale della scuola o la dirigente scolastica. Insomma non è stato semplice rintracciare qualcuno che arrivasse ad aprire la porta dell'istituto scolastico e permettesse di effettuare la perquisizione. Gli agenti hanno controllato l'armadietto di Alfredo Winter, 57 anni, insegnante di educazione artistica, e quello dei registri. La perquisizione a scuola ha avuto esito negativo, a differenza di quanto è avvenuto a casa del docente. Nel senso che non sono stati sequestrati materiali ritenuti utili alle indagini. Tuttavia, come è stato spiegato dagli inquirenti, la posizione più grave, in base a quanto emerso dalle indagini, risulta proprio quella di Winter. Dallo stupore iniziale, quello delle prime notizie sull’intervento della polizia postale a scuola, si è passati alle prime ammissioni su comportamenti del professore che oggi, alla luce di quello che è successo, potrebbero essere ritenuti sospetti.

Ieri mattina, ovviamente, il docente non si è presentato al lavoro. Al momento risulta in malattia, come si affretta a precisare la vicepreside della scuola media dove lavora il professore inguaiato da video e immagini girate a ragazzini mentre compiono atti sessuali.

«La scuola ha deciso di non rilasciare alcuna dichiarazione su questa vicenda - dice la vicepreside - e noi ufficialmente non sappiamo nemmeno dell’arresto del professore. Sono cose su cui non vogliamo esprimerci in alcun modo. Vedremo. Per noi l’insegnante è a casa per malattia».

Tra i genitori c’è chi è subito pronto a inseguire l’onda dei sospetti ma anche chi, invece, preferisce attendere l’esito delle indagini. Il professore, descritto come una persona gentile, educata, non dava l’impressione di andare a cercare nell’ambiente scolastico, tra i ragazzini, situazioni morbose. Anche per questo all’uscita della scuola, quando ormai il nome dell’insegnante arrestato e ora ai domiciliari, era stato associato all’operazione partita da Milano, tra i genitori non c’è tanta voglia di parlare.

«L'orco non ha mai la maglietta con scritto Orco , comunque anni fa un mio amico era stato accusato della stessa cosa perché volevano che lasciasse il lavoro e poi con una super perizia è riuscito a dimostrare che i file gli erano stati inviati. Ha passato l’inferno ma ne è uscito», è il commento della madre di un ragazzo che ha il professor Winter tra i suoi docenti.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web