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Delitto del mercato, non c’ è premeditazione: pena ridotta da 30 a 16 anni
Livorno. La sentenza di appello dell’assassinio: la vittima uccisa a coltellate. L’avvocata difensore: “Volevamo che fossero aperte le indagini”
LIVORNO. Per il giudice il delitto non è premeditato. Per questo la pena per Alfredo Andreucci è stata ridotta da 30 a 16 anni. Si è svolta ieri l’udienza di appello dell’omicidio del mercato, per cui è imputato l’imprenditore Andreucci, 59 anni. Un delitto avvenuto la mattina del 27 febbraio 2012 all’atrio del palazzo centrale, a due passi da piazza Cavallotti e dal mercato, in cui perse la vita Claudio Costanzo, 60 anni, ucciso a coltellate.
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Francesca Galiuto, una dei legali dell’imputato, aveva presentato il ricordo in appello, chiedendo che fossero riaperte le indagini. Il giudice non ha accordato questa richiesta, ma ha rivisto le valutazioni del tribunale fatte in primo grado, sostenendo che l’assassinio non è stato premeditato. Andreucci aveva portato con sé un coltello, ma secondo il giudice, lui avrebbe agito di impulso.
«Siamo parzialmente contenti - dice l’avvocata Galiuto - perché nell’appello avevamo chiesto la revisione dell’istruttoria, che non c’è stata. In ogni caso, questa riduzione della pena ci dà speranza rispetto ai 30 anni iniziali. Continueremo a lottare e andremo in Cassazione».
Una decisione che fa discutere. Alle varie fasi del processo hanno sempre assistito anche le figlie e l’ex moglie della vittima Costanzo, che si sono costituite parte civile nel procedimento.
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