Gioco
Rossi: così Nogarin boicotta il porto
Il governatore all’attacco: tutti mettiamo soldi, solo il Comune neanche un euro
LIVORNO. «Il sindaco di Livorno con il suo comportamento delegittima il lavoro fatto da Regione, Governo e Authority per il potenziamento del porto. Sollevando dubbi e critiche, Nogarin di fatto boicotta il porto della sua città. Eppure l'intervento è stato sottoscritto dallo stesso Comune, insieme a tutte le istituzioni interessate». Parte da qui Enrico Rossi, presidente Pd della Regione Toscana (e in lizza per la riconferma alle elezioni di domenica prossima), per rispondere a distanza alle dichiarazioni del sindaco pentastellato livornese al convegno dell’Authority.
Rossi ricorda che si tratta di «un investimento consistente che renderà questa infrastruttura più competitiva, un vero polo di attrazione intermodale per merci e persone»: lo sottolinea ripetendo che sono in ballo «50 milioni da parte del governo, 250 della Regione e 200 dell'Autorità portuale, ma il Comune – e qui la frecciata – per il suo porto, che creerà lavoro e opportunità per la città, non è riuscito a tirare fuori neppure un euro».
«Che gioco fa Nogarin? Prima sottoscrive l'accordo e poi – tiene a ribadire Enrico Rossi – continua a manifestare dubbi e critiche, delegittimando l'intervento mentre stiamo ricercando sul mercato investitori privati. Quello che ci si aspetta da un primo cittadino è un contributo concreto, di risorse e di idee per il futuro della propria città». Il presidente della Regione richiama il sindaco «a questo ruolo di responsabilità»: se il porto «resterà così com'è e se non si agirà», Livorno «continuerà ad arretrare, perdendo lavoro e ricchezza».
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