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In carcere l'uomo che ha sfregiato con l'acido la cassiera della Snai
Livorno: è stato convalidato l'arresto di Davide Vecchio, l'operaio di 30 anni che domenica 24 maggio ha aggredito una donna dell'Agenzia Snai di piazza Attias. Il giudice per le indagini preliminari Ottavio Mosti al termine di una camera di consiglio di oltre due ore ha disposto il trasferimento del trentenne in carcere come richiesto dal pubblico ministero Antonio Di Bugno: c'è il pericolo che compia altri gesti simili
LIVORNO. È stato convalidato l'arresto di Davide Vecchio, l'operaio di 30 anni che domenica 24 maggio ha sfregiato la cassiera dell'Agenzia Snai di piazza Attias svuotandole in testa un flacone di acido muriatico e ferendola al volto. Il giudice per le indagini preliminari Ottavio Mosti al termine di una camera di consiglio di oltre due ore ha disposto il trasferimento del trentenne in carcere come richiesto dal pubblico mistero Antonio Di Bugno.
A far scattare la follia del giovane operaio sarebbe stato il comportamento della cassiera che avrebbe osteggiato la relazione che il trentenne voleva intraprendere, senza per altro essere corrisposto, con una collega di 38 anni. Ma c'è di più. Secondo alcune indiscrezioni a far infuriare ulteriormente l'operaio sarebbero state le due denunce presentate dalla donna che cercava di conquistare ma con comportamenti persecutori.
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Davide Vecchio, accusato di lesioni personali aggravate dalla premeditazione, è arrivato in tribunale intorno alle 10,45 di mercoledì 27 maggio scortato dai carabinieri che sono andati a prenderlo nella sua casa della Scopaia dov'era ristretto agli arresti domiciliari. Ad attenderlo il suo difensore, l'avvocato Aurora Matteucci. "Dobbiamo comprendere le motivazioni che hanno portato a questo gesto - spiega - ripeto si tratta di una situazione delicata". Decisiva per la difesa la possibilità di escludere a premeditazione. "Ci sono elementi che smontano la premeditazione, ma al momento entrare nel merito è prematuro", va avanti l'avvocato. Una ricostruzione inattendibile secondo gli investigatori che avrebbero elementi per dimostrare che il flacone di acido sia stato comprato il giorno prima dell'aggressione e che al momento dell'arrivo dell'operaio in piazza Attias fosse ancora sigillato.
Durante l'udienza il trentenne si è avvalso della facoltà di non rispondere."Allo stato - spiega il suo avvocato - non era in grado di rendere dichiarazioni rispetto a ciò per cui è indagato".
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