Il Tirreno

Livorno

Blitz anti-pedofilia, un arresto a Livorno

Blitz anti-pedofilia, un arresto a Livorno

Dalle indagini della polizia postale a Milano l’operazione che ha sgominato un giro allargato a 35 Paesi

2 MINUTI DI LETTURA





MILANO. Un uomo è stato arrestato a Livorno nel corso di una complessa indagine della polizia postale che ha portato all’arresto anche di altre tre persone: gli altri arresti sono stati eseguiti sono stati eseguiti ad Alassio (Savona), Roma e Torrecuso (Benevento).

Fra gli arrestati nelle altre città – e segnatamente ad Alassio – figura un sacerdote che si fingeva un manager statunitense nelle conversazioni sul web con gli altri indagati: la polizia postale lo ritiene al centro di un giro di pedopornografia online, secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dal pm di Milano Giovanni Polizzi.

A quanto è dato sapere, il religioso è un 49enne che aveva vissuto per diversi anni a Oulx, località della Val di Susa, in provincia di Torino.

Ma il giro, secondo le indagini della polizia postale è assai più vasto. Al di là delle persone finite in carcere, sono state denunciato 29 persone (che risultano essere tutte italiane) e sono stati individuati oltre 230 utenti telefonici che, suddivisi in 35 stati un po’ ovunque nel mondo. Erano loro che si scambiavano via web materiale pedo-pornografico: dall’inchesta sono emerse foto di bimbi sotto i 10 anni che erano costretti ad avere atti sessuali sia tra loro sia con bestie.

Dalle informazioni raccolte è emerso che le indagini sono state compiute da agenti della polizia postale che, sotto copertura, ce l’hanno fatta a infiltrarsi nella rete pedo-pornografica facendo a loro volta finta di essere anch’essi pedofili.

Interessati dalle indagini– avviate nel 2012 e durata circa un biennio – i territori di Alassio (Savona), Alessandria, Besana Brianza (Monza), Bordighera (Imperia), Busnago (Monza), Castel Fiorentino (Firenze), Cava Manara (Pavia), Città Ducale (Rieti), Genova, Gussago (Brescia), Lariano (Roma), Loale (Venezia), Locorotondo (Bari), Massa Martana (Perugia), Nettuno (Roma), Noto (Siracusa), Novellara (Reggio Emilia), Pistoia, Pomezia (Roma), Portomaggiore (Ferrara), Selva di Val Gardena (Bolzano), Ravenna, Roma, Taormina (Messina).

Gli inquirenti sono al lavoro per capire se una parte degli indagati era non solo fruitore ma anche produttore di immagini pedopornografiche.

Le indagini erano scattate durante il monitoraggio di alcuni siti web, soprattutto alcuni tipi servizi di condivisione di immagini. A far scattare i sospetti negli investigatori erano i continui riferimenti che gli utenti facevano a minori. Viene ritneuta una sorta di anticamera che serviva ad agganciare gli interessati alla pornografia minorile, poi spostandoli su altri canali, comprese le caselle di posta elettronica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web