Gioco
Addio Renato, 44 anni vissuti a mille
Livorno. Stroncato da una malattia. Il fratello: «Una vita difficile, ma non s’è mai arreso». Le sue ultime parole: «Voglio vivere»
LIVORNO. Era in coma, nel letto d’ospedale del quinto padiglione. Da giorni non parlava più. Poi a un tratto, il fratello Sandro mette sul cellulare Vivere di Vasco Rossi. La sua canzone preferita. Renato Castellani, 44 anni compiuti a marzo, a poco a poco, si sveglia. Apre gli occhi e, guardando il fratello, sussurra: «Voglio vivere». Le sue ultime due parole. Poco dopo, il suo cuore smette di battere. È la fine di una lunga sofferenza.
La malattia, l’ultima, la più dura, se l’è portato via in pochi mesi. Ma tutta la sua vita è stata segnata da problemi di salute, che pure lui aveva saputo affrontare con coraggio. Una lotta continua, portata avanti con tanta forza d’animo, come sottolinea il fratello Sandro.
Renato Castellani s’è spento lunedì sera alle 23.40 in ospedale, dove era ricoverato ormai da giorni. Un malattia lo ha aggredito a settembre, ma la fase più acuta s’è concentrata negli ultimi tre mesi. Castellani è cresciuto nel quartiere del Cisternone (viale Carducci). Ha frequentato il liceo Enriques e sin da ragazzo è emerso per il suo carattere e la sua personalità. «Era un uomo di classe, alla moda, pieno di vita. Un trascinatore, in una parola, come si dice a Livorno, una figura», dice con affetto il fratello. Era molto conosciuto in città per la sua passione per il calcio: sin da adolescente aveva giocato con i Portuali. Le sue più grandi passioni erano il Livorno calcio e la Juve.«Negli ultimi tempi era così contento per i successi bianconeri», dice Sandro. Mentre sul piano musicale, aveva un grandissimo debole per la musica pop anni 80 e elettronica. Passione quest’ultima che condivideva col fratello Sandro, ex gestore - per 5 anni - del King Club di Stagno, locale di musica elettronica.
L’ultimo saluto a Renato ci sarà oggi, mercoledì, alle 15. Il corteo, curato dal servizio funebre della Svs, partirà dalla camera mortuaria di viale Alfieri. Alle 15.30 don Edoardo Medori celebrerà la messa alla cappellina dei Lupi e poi il suo corpo sarà sepolto al cimitero di Santa Giulia.
Lara Loreti
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