Gioco
«Trasporti scarsi», Nogarin chiede i danni al Ctt
Livorno, il sindaco dopo le corse ko: abbiamo aperto un’indagine interna, amareggiati per la qualità dei servizi
LIVORNO. Il Comune ha aperto un’indagine interna per chiedere il conto (anche economico) al Ctt dopo i disservizi alle fermate delle ultime settimane. A riferirlo è stato il sindaco Filippo Nogarin che ieri mattina ha aperto il consiglio comunale proprio con una comunicazione sull’azienda di trasporto pubblico, insieme a un aggiornamento sulla vicenda delle aree ex Trw (nell’articolo in basso).
«Dopo i fatti delle ultime settimane – interviene Nogarin – abbiamo messo in piedi un’indagine nostra per capire come chiedere una “indennità” alla società...». Il riferimento è alla situazione che si è venuta a creare negli ultimi mesi e che si è aggravata dopo il sequestro di una decina di mezzi da parte della Procura della Repubblica: in città molte corse dei bus sono saltate per carenza di mezzi e ci sono stati guai anche davanti alle scuole, tanto che l’azienda ha deciso di sub affidare una parte del servizio scuolabus fino a giugno.
Va detto che dal canto suo lo stesso Comune, con l’ultimo bilancio, ha tagliato il contributo al trasporto pubblico di 400.000, con conseguente sforbiciata di 140.000 chilometri alle corse e protesta dei sindacati sotto al municipio.
Aprire un’indagine interna e chiedere il conto all’azienda, dice ora Nogarin in consiglio, «è un atto inevitabile, dovuto, che ci sentiamo di dover fare a garanzia dei cittadini che non hanno potuto usufruire dei servizi». E avvisa: «Non ci fermeremo qui...».
Così è di nuovo scontro a distanza con il presidente del Ctt, Andrea Zavanella. «Siamo molto amareggiati per la qualità del servizio – chiosa il sindaco in diretta streaming – e non crediamo nella maniera più assoluta che questa situazione possa dipendere dai lavoratori. Ho già preso le distanze da alcune dichiarazioni del presidente Zavanella in merito».
Il riferimento, in questo caso, è alle parole del numero uno del Ctt sui presunti sabotaggi che nelle ultime settimane avrebbero messo ko alcuni mezzi: l’azienda, a tal proposito, ha presentato una denuncia ai carabinieri contro ignoti per il presunto sabotaggio al liquido dei freni di uno scuolabus.
«L’idea – ripete quindi Nogarin rispondendo alle domande dei consiglieri comunali – è di chiedere sanzioni per i disservizi ai cittadini, per le corse saltate». Salvo poi chiarire che «possiamo portare avanti l’indagine interna con una mediazione, che è quella della Provincia».
In realtà quello a cui forse si riferisce Nogarin quando parla di “indennità” o “sanzioni” sono le penali e le decurtazioni già previste dall’atto d’obbligo della Provincia nei confronti dell’azienda in caso di disservizi (gli enti pubblici, insomma, non dovrebbero coprire i servizi che saltano).
Il Ctt dovrebbe avere una sorta di “diario di bordo” che fotografa i movimenti dei mezzi (ritardi, corse saltate e così via) e a quanto risulta il Comune avrebbe sollecitato una serie di verifiche a campione, anche alle fermate dei bus, pronto appunto a chiedere il “conto”.
Non a caso il consigliere M5S Valter Sarais commenta così: «Finalmente si va a richiedere un danno a chi un danno lo sta causando. La legge regionale 42 sul Tpl obbliga i gestori a tenere un diario sui servizi, inserito anche nell’atto d’obbligo all’azienda. Saremo intransigenti, dovranno pagare fino all’ultimo centesimo...».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
