Il Tirreno

Livorno

Respinto in amore, per rancore sfregia con l’acido una cassiera

Respinto in amore, per rancore sfregia con l’acido una cassiera

L’episodio all’agenzia scommesse: arrestato (ai domiciliari) Davide Vecchio, operaio di 30 anni Riteneva la vittima colpevole dei rifiuti amorosi dell’amica, era già stato denunciato due volte

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LIVORNO. L’ha aspettata fuori, a fine turno, intorno alle 19, sulla soglia della Snai di piazza Attias. Poi l’ha aggredita senza esitazione, prendendola per un braccio e svuotandole in testa e sul volto un flacone di acido muriatico. Il gesto incontrollato di un operaio livornese, spinto dalla convinzione che quella donna osteggiasse il suo tentativo di avviare una relazione sentimentale, tra l’altro mai corrisposta, con l’amica e collega, una 38enne di Castellina Marittima. Per questo le ha lanciato l’acido muriatico in pieno volto, rincorrendola all’interno del negozio. Ora lui, Davide Vecchio, 30 anni, operaio livornese, si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di lesioni personali aggravate, mentre lei, Guia, livornese di 55 anni, è a casa in convalescenza, dopo esser stata visitata e sottoposta alle cure al pronto soccorso e del reparto di oculistica. La sua prognosi è di 25 giorni: gravi lesioni alla vista e ustioni di I° grado al volto.

Il fatto è accaduto domenica sera. Di turno c’erano proprio le due amiche. Appena la 55enne è uscita dal negozio, l’operaio l’ha aggredita spingendola all’interno. Tra i due c’è stata una breve colluttazione. Attimi di panico in cui nel negozio c’è stato un fuggi fuggi tra i pochi clienti presenti a quell’ora. Una scena ripresa anche dalla telecamera interna del locale. A quel punto, la donna, impaurita e dolorante, è corsa in bagno a lavarsi mentre la stessa collega ha chiamato 118 e carabinieri.

L’operaio invece è scappato a casa, alla Scopaia, dove i militari lo hanno raggiunto poco dopo, e poi arrestato. La bottiglia con l’acido è stata e sequestrata dai militari. Dopo l’arresto il giudice ha disposto i domiciliari.

La cosa che suscita maggiore sorpresa è il movente che avrebbe spinto il giovane ad agire in quel modo. La cassiera di 38 anni da un anno è vittima delle molestie dell’operaio, verso il quale ha presentato due denunce. Insulti, minacce, insistenze continue con un unico obiettivo: avere una relazione con lei. Ma la donna, come raccontano le colleghe, è sempre stata chiara nel manifestare il suo disinteresse. Ed è qui che scende in campo la collega Guia.

Secondo una ricostruzione dei carabinieri del Nucleo radiomobile, coordinati dal comandante Leonardo Bricca, l’aggressore si sarebbe rivolto alla donna diversi mesi fa, chiedendole di aiutarlo a convincere l’amica più giovane ad iniziare un rapporto sentimentale. Ma la 55enne, come riferisce lei stessa, s’è sempre tirata indietro da questo ruolo di mediatrice, invitando semplicemente il giovane a lasciar perdere l’altra. «Gli ho solo detto di lasciarla stare perché era fidanzata e aveva già la sua vita sentimentale - dice la vittima - Glielo dissi mesi e mesi fa, come del resto avrebbe fatto chiunque altro». Da allora, evidentemente la rabbia dell’uomo ha covato sempre di più. Lui non solo non si è arreso, ma ha continuato a perseguitare la trentottenne e a insistere per avere una relazione, rendendosi protagonista di episodi che hanno reso necessario l’intervento dei carabinieri alla Snai. Ma nei confronti della 55enne, come sottolinea lei stessa, non si era mai accanito, fino a domenica scorsa, quando c’è stato il terribile epilogo, peraltro inatteso. «Da mesi sembrava più calmo - dice la vittima - e invece...».

LaraLoreti

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