Il Tirreno

Livorno

«Il nuovo deposito bus è pronto, stop a smog e caos in via Meyer»

«Il nuovo deposito bus è pronto, stop a smog e caos in via Meyer»

Le famiglie del quartiere sono stufe: da trent’anni attendiamo uno spostamento che non arriva mai Con l’estate capita sempre più spesso che auto mal parcheggiate blocchino il transito dei mezzi

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LIVORNO. «Viviamo tutti i santi giorni nel disagio per la presenza di una struttura ingombrante come il deposito bus crea in via Meyer, essendo praticamente incastrato in mezzo alle nostre case. E adesso che c'è un nuovo deposito pronto altrove, dopo più di trent'anni di chiacchiere e promesse, invece che assistere finalmente al trasloco vediamo stupiti questo minuetto di discorsi che rinvia lo spostamento». Franco Argelassi riassume così la rabbia degli abitanti della zona intorno a via Meyer. In una lettera aperta con 76 firme spiegano che sono stufi di veder slittare di mese in mese e di anno in anno il trasloco del deposito bus.

Insomma, se preannunciano iniziative di lotta «anche clamorose» è perché temono l'ennesima beffa. Hanno paura che nello scontro fra Ctt e Comune siano di nuovo i residenti a restare in mezzo. «Come al solito in tutti questi anni», sottolinea Franco Luci, che ricorda di aver «comprato casa qui quando sono arrivato a Livorno nel '78 e già allora mi dissero che tanto il deposito l'avrebbero mandato via…».

A metà anni ’80 – rincara Enrico Del Chicca – vennero stanziati a livello nazionale fondi per spostare fuori dai centri abitati realtà come questa: «E Pisa colse al volo la possibilità di risolvere il problema spostando il deposito bus, Livorno no». Poi ripesca dalla memoria il fotogramma dell'ennesima riunione cittadini-Comune: «Ai tempi dell'allora sindaco Lamberti, ci venne ripetuto che entro il 2003 il deposito se ne sarebbe andato: sono passati altri 12 anni...».

Ma adesso non c'è più il problema di andare a caccia di finanziamenti, di fare progetti o dare il via a appalti: il deposito nuovo c'è ed è stato ultimato. In realtà, proprio attorno alla parola “ultimato” si è scatenata la bagarre fra Comune e azienda bus. «La Ctt dice che mancano ancora cose come gli allacciamenti telefonici, ma – osserva Otello Niccolai – è una scusa assurda». Poi: «Dicono che mancano i parcheggi per i lavoratori e adeguate infrastrutture di officina per poter esaminare i mezzi? Ci sarà pure qualcuno che quel progetto l'ha fatto e qualcun altro che l'ha approvato: possibile che ci si svegli solo ora? La verità è che dei disagi che subiamo noi non importa a nessuno».

Se adesso gli abitanti di via Meyer e dintorni tornano alla carica è anche perché l'estate bussa alle porte. Paolo Luci e Fiorella Massei spiegano che, «siccome il Comune si è sempre rifiutato di darci la lettera-contrassegno», è già partito «l'assalto degli automobilisti in cerca di parcheggio qui nelle nostre strade per andare al mare». Tradotto: «Capita spesso che qualcuno lasci l'auto in modo poco ortodosso e i bus non riescano a passare. Risultato: si forma una colonna di auto e bus bloccati. Con tutto quel che è facile intuire in termini di inquinamento boom».

Non è tutto. «In passato – ribadisce Niccolai – i bus uscivano al mattino e rientravano la sera: caos sì ma limitato a quelle fasce orarie specifiche. Da tempo non è più così: credo sia perché devono far rifornimento altrove, fatto sta che l'andirivieni è continuo a ogni ora del giorno. Più smog e più possibilità di restare bloccati».

Argelassi mette l'accento sul fatto che una struttura pressoché industriale come questa non può stare incastonata in mezzo alle case: «Ma lo immaginate cosa potrebbe accadere se un bus andasse a fuoco?». Poi torna a battere il tasto di quanto sia paradossale una situazione con due depositi: «Comune e Ctt litigano sul nuovo deposito perché l'uno vuole 800mila euro d'affitto e l'altro vuol pagarne non più di 600? Stiamo parlando di 200mila euro di differenza, e intanto restano i costi di due depositi». (m.z.)

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