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Pensioni, i rimborsi spettano anche agli eredi
Dopo la sentenza della Consulta, se c’è un trattamento di reversibilità bisogna anche ricalcolare l’assegno mensile. In che modo si ottiene il bonus? I caf consigliano a chi ne ha diritto di farsi avanti
Il pensionato è deceduto? Il rimborso per il mancato adeguamento delle pensioni al costo della vita spetta agli eredi. È l’ultima novità del capitolo pensioni, o meglio, del “risarcimento” che spetta ai pensionati per le decurtazioni dell’assegno mensile subite per effetto della norma Fornero, che ibernò l’indicizzazione delle pensioni oltre 1.405,05 euro lordi nel 2012 e oltre 1.441,56 euro lordi nel 2013, e che ha prodotto ripercussioni sui loro assegni previdenziali anche nel 2014 e nel 2015. Sembra un dettaglio ma non lo è; sono decine di migliaia gli italiani che hanno diritto a questa “eredità”.
I due casi. «I rimborsi spettano a tutti gli eredi legittimi: coniuge, figli … – conferma Marco Manfredini, presidente di Inas Cisl Toscana – È un dato di fatto. E qualora la pensione abbia generato un trattamento di reversibilità, spetta anche il ricalcolo dell’assegno mensile, alla luce della sentenza della Consulta», che ha bollato come incostituzionale la norma Fornero. Possono esserci due casi. C’è il caso del pensionato deceduto la cui pensione ha dato origine ad un trattamento pensionistico ai superstiti (cioè la reversibilità, che va a vantaggio del coniuge, del figlio minore, o inabile o studente o universitario che era a carico del pensionato quando costui è morto, o dei nipoti minori totalmente a carico dei nonni alla data della loro morte); in tal caso agli eredi spettano non solo gli arretrati 2012 e 2013 quando il blocco era in vigore e l’effetto-domino di decurtazione nel 2014 e nei primi sette mesi 2015, ma anche il ricalcolo dell’assegno pensionistico sulla base di una nuova indicizzazione che compensa il mancato aumento 2012/2013 e che dovrebbe scattare dal 1° settembre. Poi c’è il caso degli eredi che non percepiscono una pensione di reversibilità: a loro va il rimborso, in quanto è un rateo maturato e non riscosso che sarebbe comunque spettato al pensionato morto.
Come ricevere il rimborso. I pensionati (in vita) che hanno subito il blocco – fatta eccezione per chi ha un assegno mensile superiore a quota 2.886 euro lordi, che un decreto del governo ha escluso dal rimborso – riceveranno l’indennizzo automaticamente con gli assegni in pagamento il 1º agosto. Non tutti, ormai è noto, riceveranno tutto ciò che spetterebbe: il Governo ha optato per un forfait, e la quota che viene rimborsata diminuisce all’aumentare dell’assegno pensionistico; si tratta di bonus tra un minimo di 267 euro lordi e un massimo di 833 euro lordi (le cifre le ha calcolate Il Sole 24 ore). E gli eredi, invece, come faranno ad ottenerlo? Dovranno presentare domanda? Con certezza si saprà solo quando l’Inps comunicherà come intende recepire il decreto legge appena varato dal Governo. Chi percepisce una pensione di reversibilità potrebbe ricevere rimborso e nuova indicizzazione d’ufficio, ma non è detto. Chi non la riceve e ha lo status di erede, poi, rischia di non essere intercettato, in quanto il suo diritto discende da un trattamento pensionistico chiuso, non più in pagamento, archiviato. Il consiglio di Caf e patronati è: «manifestarsi comunque, in entrambi i casi, come eredi tramite una dichiarazione» che può essere inviata all’Inps anche mediante i patronati. Gli esperti hanno già un’idea di come si potrebbe dover procedere, ma attendono di avere in mano decreto e circolare Inps: «Il figlio che non percepisce una pensione di reversibilità potrebbe fare una “richiesta di rateo insoluto” all’Inps – spiega Luca Andreozzi, responsabile di Inas Cisl Lucca – mentre in caso di reversibilità potrebbe essere richiesta una “ricostituzione” oppure essere inoltrata una domanda di rimborso; infine, se il pensionato è deceduto di recente, la richiesta di rimborso potrebbe essere avanzata contestualmente alla richiesta della reversibilità».
Il rischio. C’è chi parla dell’ipotesi che per entrare in possesso dell’indennizzo gli eredi potrebbero essere costretti a presentare una dichiarazione di successione, atto che comporta costi. Secondo Caf e patronati si tratta però di una richiesta “eccessiva”: poco probabile che venga posta come condizione necessaria per l’ottenimento del bonus.
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