Gioco
10 milioni di debiti La società verso l’ok al concordato
LIVORNO. Duecentouno sì e un no. È questo l’esito della richiesta di accettazione di concordato da parte dei 202 creditori della Bellabarba srl, la società proprietaria della cava sul Monte La...
LIVORNO. Duecentouno sì e un no. È questo l’esito della richiesta di accettazione di concordato da parte dei 202 creditori della Bellabarba srl, la società proprietaria della cava sul Monte La Poggia.
Per il momento - come conferma chi sta seguendo l’iter avviato lo scorso anno in Tribunale - si tratta di pareri non ufficiali, ma che in ogni caso possono dare più di un’indicazione rispetto all’esito dell’assemblea dei creditori in programma davanti al giudice il prossimo 10 di giugno. È in quella data e sede che si deciderà buona parte del futuro della srl che controlla la discarica del Limoncino.
«Con questi numeri - spiega l’avvocato della società, l’avvocato Massimo Girardi che rappresenta la società - siamo moderatamente fiduciosi rispetto all’esito dell’udienza che speriamo termini con il salvataggio dell’azienda dal rischio fallimento».
L’ultima parola, ovviamente, spetterà al Tribunale, ma è ovvio che con oltre due terzi dei creditori favorevoli al concordato, la richiesta sarà accettata. Per la cronaca, ad oggi, l’unica ditta creditrice che ha voltato le spalle al concordato è la Iteci, che nei confronti della Bellabarba ha un credito di circa 150.000 euro.
L’esposizione debitoria complessiva da parte della Srl è quasi sette volte più alta. La cifra totale, infatti, supera i dieci milioni di euro.
Debiti che nel caso in cui il Tribunale accettasse il concordato sarebbero risanati in parte.
Difficile capire quale sia stata la proposta fatta ad ogni singolo creditore, ma in questi ultimi anni si sono visti spesso concordati accettati a una percentuale intorno al 10% del debito complessivo.
«L’unica cosa che possiamo dire - va vanti il legale - è che ad ogni creditore è stata proposta una percentuale diversa». E visti i primi risultati pare sia stata gradita.
Anche perché, perfino la politica dei grandi creditori, come ad esempio le banche, è ormai quello di accettare il concordato per avere almeno parte dei soldi subito, mentre con il fallimento i tempi si allungano e le certezze diminuiscono.
Oltre alle beghe contabili, per la Bellarbara srl, c’è anche un altro fronte aperto con la giustizia civile, quello che riguarda il contenzioso per la riapertura della strada ai camion oltre le 35 tonnellate.
«Crediamo - prosegue l’avvocato - che una decisone sarà presa tra ottobre e novembre. Ma l’aspetto che in questi anni è stato meno preso in considerazione riguarda la situazione dei dipendenti della società. È bene che tutti sappiano che prima che iniziasse questa vicenda la società Bellabarba godeva di ottima salute: era in utile e aveva un centinaio di dipendenti. Ecco, da allora a queste persone la vita è cambiata in peggio e adesso sono rimaste senza nulla». (f.l.)
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