Gioco
Rubate le ostie sacre, interrotta la messa
Il colpo nella cappella dell’ospedale, i ladri hanno forzato il tabernacolo portando via il Santissimo. Indagano i carabinieri
LIVORNO. I bordi del conopeo accavallati e sgualciti, la serratura del tabernacolo forzata, lo sportello aperto. Dentro il vuoto. Sparito la pisside, il vassetto dove viene tenuto il corpo di Cristo. E sparite soprattutto le decine di ostie consacrate che erano all’interno e che il parroco avrebbe dovuto donare ai fedeli durante il sacramento della comunione poco dopo.
È questa l’immagine sacrilega che si è trovato di fronte ieri mattina poco dopo le 10,30 Don Luca Esposito nel pieno della celebrazione della messa domenicale nella chiesa dell’ospedale, intitolata a San Giuseppe.
Il prete a questo punto non ha potuto fare altro che voltarsi verso la trentina di fedeli presenti in chiesa e annunciare che la messa sarebbe stata interrotta e la comunione compiuta «in modo spirituale».
«È stata una situazione imbarazzante - racconta una delle persone che ha partecipato alla funzione - il parroco quando ha scoperto il furto era a dir poco sorpreso e non sapeva come dirci che avremmo dovuto fare solo una comunione spirituale. Non ho mai visto Don Luca così: è sbiancato da tanto era stupito di quello che aveva visto».
Per ricostruire il furto che imbarazza e preoccupa la Chiesa per le possibili conseguenze e cercare di restringere il campo delle ipotesi, è necessario tornare a qualche ora prima della scoperta.
Intorno alle 8,30 Don Placido Bevinetto, cappellano della chiesa di San Giuseppe, si è recato in chiesa per sistemare le ultime cose prima di lasciare la cappella dell’ospedale al collega che ha poi officiato la funzione delle 10, e andare a sua volta a dire messa in un’altra parrocchia.
«Non ho notato niente di strano - spiega - ho controllato tutto ma non ho fatto caso al tebernacolo». Era stato lo stesso cappellano, nel tardo pomeriggio di sabato, a chiudere la pisside nel tabernacolo con dentro il Santissimo. Ecco perché il furto può essere avvenuto o tra le 17 e le 23 di sabato, orario di chiusura della chiesa, oppure dal momento in cui Don Placido ha lasciato l’ospedale, intorno alle 9, fino all’inizio della funzione.
«I primi fedeli - racconta una signora che frequenta la chiesa dell'ospedale - arrivano intorno alle 9,50». Ecco perché il ladro molto probabilmente deve essere entrato - se lo ha fatto di mattina - da una delle due porte laterali, visto che vicino a quella principale è sempre rimasto un clochard che non ha visto niente di sospetto.
Forse i movimenti di chi è entrato per rubare sono rimasti impressi - sempre che siano funzionanti - nelle registrazioni delle telecamere che gli investigatori hanno setacciato per tutta la giornata di ieri.
«Il ladro - spiega il parroco - ha portato via solo la pisside. Il valore? Il vasetto costerà poche decine di euro, ecco perché siamo preoccupati per l'uso che ne potrebbero fare i ladri, a cominciare da riti satanici e le messe nere».
Va da sé che questo non è un furto che si può pesare con le monete ma con altri parametri di ricchezza. In ogni caso la possibilità che si tratti di un colpo mirato, i carabinieri, fatto il sopralluogo, lo escludono. «Siamo più propensi a crede che si tratti del gesto di un disperato che pensava che il vasetto avesse un grosso valore».
Quello compiuto nella chiesa di San Giuseppe è solo l'ultimo spiacevole episodio avvenuto in ospedale dove nel corso degli anni sono stati compiuti i furti più svariati e odiosi: dalle televisioni portate via nel reparto di cure palliative, ai preziosi sottratti ai pazienti, fino ai soldi dei dipendenti rubati negli spogliatoi.
Ma prima d'ora, nella cappella dell'ospedale, un furto sacrilego non si era mai sentito. Per grazia di Dio.
@fedelazzotti
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