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Nuova guerra ai furbetti, accertamenti della polizia

LIVORNO. Domani arriva a dibattimento il primo processo nei confronti di due presunti furbetti delle case popolari imputati per truffa ai danni dello Stato. Secondo gli investigatori avrebbero finto...

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LIVORNO. Domani arriva a dibattimento il primo processo nei confronti di due presunti furbetti delle case popolari imputati per truffa ai danni dello Stato.

Secondo gli investigatori avrebbero finto una separazione per conservare l’alloggio a canone concordato. Storia già sentita. Ma a differenza di chi era stato pizzicato in passato dalla polizia municipale, stavolta i due indagati hanno deciso di non scegliere riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato e quindi sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le indagini preliminari.

Si tratta solo dell’ultimo caso scoperto dalla sezione delle polizia municipale che da anni, il caso più famoso ha riguardato la famiglia Lucarelli, compie accertamenti nei confronti degli assegnatari delle case popolari per verificare se reddito e stato di famiglia corrispondono alla realtà o se invece sono per così dire aggiustati.

In questi ultimi mesi le verifiche non si sono fermate. Anzi. Sono decine i casi che sono stati analizzati e da alcuni di essi sono emerse diverse anomalie che adesso saranno verificate per accertare se e come il codice penale sia stato infranto.

Le tecniche più utilizzate per tenersi la casa popolare sono sempre le stesse: fingere una separazione, oppure cedere la propria abitazione a un familiare e trasferirsi altrove per non perdere la titolarità. Ma negli ultimi mesi ci sono state scoperte che hanno fatto sbarrare gli occhi. Come l’assegnatario di un alloggio popolare che teneva in garage una Ferrari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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