Il Tirreno

Livorno

Il commento - Treni, le colpe dell'aggancio mancato

di CRISTIANO MEONI

Altro che maggiore connessione tra costa e dorsale centrale. Gli scenari dicono che da Pisa e da Viareggio sarà ancora più complicato di adesso prendere i treni veloci

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Adesso il viaggiatore di Livorno (ma avremmo potuto scrivere il nome di molte altre città) scende al binario X e risale al binario Y. Cinquanta metri di passo veloce col trolley e il Freccia Rossa per Milano è guadagnato.

Dopo lo stesso pendolare scenderà ancora al binario X ma per salire sulla Freccia che lo porterà a Milano dovrà cambiare stazione. Farsi duecento metri a piedi sotto la volta di Firenze Santa Maria Novella fino alla fermata del tram lato via Alamanni. Attendere tre minuti. Poi sciropparsi sette minuti di tragitto col tram, se va bene. Scendere alla terza fermata, quella di Firenze Belfiore. E poi giù a rotta di collo verso la stazione sotterranea dell'Alta Velocità disegnata dall’archistar Foster.

L'articolo potrebbe terminare qui, come quelle vignette che non hanno bisogno di parole, tanto è evidente il disagio che dovranno sopportare i viaggiatori toscani diretti a Milano o a Roma e che, loro malgrado, non potranno raggiungere le due metropoli “guardando il mare”. Un conto è cambiare binario per prendere una coincidenza, un altro cambiare stazione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.11484304:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/05/24/news/firenze-allontana-i-viaggiatori-toscani-dalla-alta-velocita-1.11484304]]Ma fermarsi alla constatazione sarebbe troppo comodo per quei politici che per anni hanno sostenuto che l'unica salvezza per la Toscana costiera era «l'aggancio all'Alta Velocità», salvo poi acconsentire che avvenisse il contrario. Era il refrain di Riccardo Conti, il fiorentinissimo assessore regionale ai trasporti, un politico con la “C” orgogliosamente aspirata che cercava così di giustificare il declassamento della Tirrenica. Ed è un argomento forte e anche giusto del governatore uscente Enrico Rossi. Ma verrebbe da dire: di quale aggancio stiamo parlando se tra una stazione fiorentina e l'altra si rischia di perdere lo stesso tempo (mezz'ora: lo dice un esperto del ramo) che si guadagnerebbe mandando a manetta i treni sulla Firenze-Pisa?

La beffa, per i viaggiatori che abitano nella Toscana costiera, è doppia. Da una parte si tolgono le Frecce dalla linea Tirrenica, spingendo ad usare quelle che passano per Firenze: come se sotto Pisa fosse tutta Maremma, terra di "aspri e folti sterpi e fiere selvagge" come canta Dante, e non di operose città.

Dall’altra neppure si aiuta a prendere quelle Frecce, anzi. E tutto questo perché il Comune di Firenze, con il placet della Regione come raccontiamo sopra, ha deciso di rinunciare a realizzare una stazione per i pendolari sopra la stazione dell'Alta Velocità, che è sotterranea, tenendosi i soldi per altri interventi sulla città. La stazione "Circondaria" è utile ai toscani e non ai fiorentini e per questo è stata cassata.

Se c'è ancora una politica regionale dei trasporti, batta un colpo. A Bologna pendolari e Frecce sono nello stesso luogo fisico, separati da una scala mobile. A Bologna, non a Oslo.

@cristianomeoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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