Gioco
Impiegata comunale salvata dopo l’infarto «Ora il defibrillatore»
Dopo quello che è accaduto negli uffici di via Marradi I dipendenti scrivono al sindaco: siamo in cento, serve
LIVORNO. Giovedì, tarda mattinata negli uffici comunali di via Marradi. All’improvviso un'impiegata si sente male. Crolla a terra, perde i sensi. Sotto gli occhi dei colleghi. È un infarto.
La paura è grande: la donna, livornese di sessant’anni, non si riprende. Qualcuno le sente il polso: sembra fermo. Mentre altri chiamano il 118 e poi corrono in strada ad aspettare l’ambulanza. Per caso proprio davanti alla sede dell'ufficio tributi - che un tempo ospitava l'istituto Calamandrei e che è confinante con la scuola media Micali ne sta passando una. Un impiegato la rincorre a piedi, riesce a fermarla.
Nel frattempo all'interno della struttura due colleghi della donna - individuati come indica la normativa e formati per emergenze di questo tipo - le stanno praticando il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.
Sono attimi frenetici, che risultano decisivi per salvare la sessantenne.
Passano quattro minuti prima dell'arrivo della squadra della Svs di via San Giovanni. Pochissimo, anche se sembra un'eternità. I volontari continuano il massaggio cardiaco, poi entrano in azione con il defibrillatore. Lentamente il respiro si fa più regolare. La sessantenne a quel punto viene caricata sulla lettiga e portata d’urgenza in pronto soccorso. Lì, nel corso del pomeriggio, viene sottoposta a tutti gli accertamenti. Pian piano riprende in parte conoscenza.
La Tac è negativa e in serata la donna viene portata all’Utic. Il sollievo è enorme, per la dipendente pubblica, la sua famiglia, per i soccorritori della Svs e il medico del 118 e per quei colleghi del Comune che sono determinanti nel salvarla.
Ma accanto al sollievo c'è anche la presa di coscienza che poteva andare diversamente: è per questo che i dipendenti del Comune si sono rivolti al sindaco per chiedere un defribillatore: «Una sede comunale distaccata, dove lavorano (per più enti e soggetti), un centinaio di persone e dove transitano anche centinaia di utenti, ci sembra proprio opportuno che lo abbia in dotazione», scrivono in una lettera inviata a Nogarin.
Inoltre Riccardo Saller, a nome dei dipendenti comunali di via Marradi lancia anche una proposta: «Segnalare, alle autorità competenti, il comportamento di questi due colleghi (pur assistiti da tutti gli altri nessuno dei quali è andato in paranoia e urla ma tutti si sono responsabilmente messi a disposizione), chiediamo che venga riconosciuto ed apprezzato pubblicamente il comportamente tenuto e adottato dai due e che venga loro assegnato un legittimo riconoscimento».
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