Il Tirreno

Livorno

«Dossier assurdi e l’Authority cerca di zittirmi»

di Maria Giorgia Corolini
«Dossier assurdi e l’Authority cerca di zittirmi»

Nogarin al convegno dell’Osservatorio: sulla maxi-Darsena un documento «pieno di errori che costa mille euro a pagina»

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LIVORNO. E' un sindaco Nogarin dai toni durissimi, quello che parla dal palco della Goldonetta durante il convegno organizzato dall'Osservatorio delle trasformazioni urbane: nel mirino una sventagliata di dubbi e criticità del nuovo Prg del porto. «Sono un interlocutore scomodo e come sempre farò un discorso scomodo», annuncia. Poi affonda contro il governatore Rossi, colpevole – afferma – di aver millantato «finanziamenti che non arriveranno mai» e di aver scippato ai cittadini di Livorno la possibilità di decidere del proprio destino grazie alla legge 65 (che il sindaco M5S torna a definire, senza diplomaticismi, «vergognosa e fascista»). Non solo: colpa del Partito Democratico – tiene a precisare – è anche la fretta con cui è stato firmato l'Accordo di programma: «Mi hanno avvertito alle otto della sera prima, dimenticandosi che c'era un'intera città da ascoltare». E giù la stoccata: «La campagna elettorale prima o poi finisce ma i problemi restano».

Nogarin va all’attacco anche del comitato portuale, il “parlamentino” di Palazzo Rosciano: «È fatto di persone che con la scusa di essere degli esperti cercano sempre di zittirmi, ma – insiste – sono molte le cose che non condivido: per questo ho chiesto una interrogazione parlamentare affinché si chiarisca perché ci hanno imposto di fare un porticciolo al posto del secondo bacino di carenaggio più grande d'Europa».

Al centro dell'invettiva del primo cittadino, è sopratutto l'Authority (al vertice della quale è stato confermato per sei mesi Gallanti come commissario, il sindaco invece aveva indicato l’avversaria Batini): «Ha commissionato il piano di ingegneria finanziaria per il nuovo porto di Livorno a soggetti – tuona Nogarin – che hanno prodotto un documento che è incredibilmente inadeguato e, al tempo stesso, è costato mille euro a pagina». A suo giudizio il documento (che «è stato posto alla base del nuovo sviluppo della città») sarebbe pieno di assurdità, scritto in un inglese maccheronico, con tanti copia-incolla e di frasi lasciate a metà: «Se lo usassi per chiedere i finanziamenti per un pollaio non me li darebbero, senza contare che la seconda firmataria è la stessa che ha redatto la sostenibilità tecnico economica del Prg portuale: è un evidente conflitto d'interesse».

Infine, l’accusa al ministro Delrio: «Sono quasi due mesi che gli chiedo un incontro: non ho ancora ricevuto risposta né come sindaco né come presidente Anci delle città portuali. Nel frattempo però il governo pensa bene di accorpare le Autorità portuali di Livorno, Piombino e Civitavecchia. Dicono che sono solo – chiude – ma contro queste scelte ho una città intera al mio fianco».

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