Il Tirreno

Livorno

Case popolari, è arrivato l’aumento a 1.700 famiglie

Juna Goti
L'ingresso della sede Casalp in viale Ippolito Nievo
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L'ingresso della sede Casalp in viale Ippolito Nievo

Con la nuova legge regionale il canone minimo è passato da 12,91 a 40 euro. In tutto il territorio provinciale gli interessati sono 2.500: il via con il bollettino di maggio

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LIVORNO. Con l’arrivo del bollettino del mese di maggio, sono quasi 1.700 i livornesi che dovranno pagare qualcosa in più per risiedere nella casa popolare. È uno degli effetti della nuova legge regionale (la numero 41 del 31 marzo 2015) che ha portato il canone minimo di locazione da 12,91 a 40 euro.

«Negli ultimi anni – spiega la presidente di Casalp, Vanessa Soriani – a livello regionale sono stati fatti alcuni studi di settore sul patrimonio residenziale pubblico e alla fine la Regione, anche in considerazione del fatto che nel frattempo i costi di gestione sono cresciuti, ha deciso di aggiornare la soglia minima di pagamento che era stata introdotta con la legge 96 del 1996».

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Con la legge 41 (che è entrata in vigore il 23 aprile ed è andata, appunto, a modificare la legge del ’96) la soglia minima di pagamento è così salita a 40 euro.

«Sappiamo – riprende la presidente di Casalp – che nei prossimi mesi ci sarà una revisione anche per le altre fasce, ma per ora è tutto bloccato». Anche perché, spiega, «a livello regionale stanno facendo alcune simulazioni per definire il passaggio dal reddito convenzionale al modello Isee, che sarà il prossimo strumento per definire l'accesso al patrimonio Erp e il mantenimento dei requisiti per vivere nelle case popolari».

Intanto, con i bollettini di maggio, arriva il primo aumento. Stando ai dati forniti da Casalp, a Livorno sono 1.243 gli assegnatari Erp che fino ad aprile hanno pagato 12,91 euro (ad esempio chi si dichiara senza reddito o ha una pensione sociale) e che ora dovranno pagarne 40. In pratica quelli che passano direttamente dalla vecchia alla nuova soglia minima.

A questi si aggiungono i 451 assegnatari che non pagavano il minimo previsto, ovvero 12,91 euro, ma che comunque versavano meno di 40 euro (quindi da 12.92 a 39.99 euro) e ora dovranno adeguarsi alla soglia minima imposta dalla nuova legge. In tutto, a Livorno, l’aumento riguarderà quindi 1.694 assegnatari.

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Se si guarda a tutto il territorio gestito da Casalp, quindi anche al resto della provincia, il numero di famiglie interessate dall’aumento sale invece a 2.492: 1.758 sono gli assegnatari che passano da 12.91 a 40 euro e 671 quelli che pagavano tra 12.92 e 39.99 euro.

«Negli ultimi mesi – riprende la presidente di Casalp – abbiamo affisso cartelli nei nostri uffici e con la bolletta di aprile abbiamo avvisato le famiglie interessate che da maggio ci sarebbe stato il nuovo pagamento».

In queste settimane sia Casalp che la giunta comunale stanno analizzando più in generale gli effetti della nuova legge. Intanto, guardando al canone minimo e alla morosità molto alta anche in questa fascia, da Casalp lanciano una sorta di appello, ricordando che «non pagare vuol dire lamentarsi dopo anni dello stato delle case popolari».

Ma la presidente sottolinea anche che «dobbiamo distinguere tra morosità e morosità sociale: chi ha un reddito pari a zero e aveva difficoltà oggettive a pagare, probabilmente continuerà ad averle». Ecco perché «se da una parte ci aspettiamo un aumento degli introiti dall’altra è immaginabile anche un aumento della morosità». A tal proposito fa sapere che «stiamo partendo con un progetto per un recupero, a tappeto, delle morosità, ma partendo dalle fasce meno in difficoltà».
 

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