Il Tirreno

Livorno

Tour nei bagni dopo l’ordinanza come raggiungere gratis il mare

di Juna Goti

Ai Rex si può passare solo dalla spiaggia libera confinante, ai Pejani accesso di servizio dietro al gabbione I Fiume si troveranno alle prese con i giovanissimi mentre all’ingresso di Acquaviva c’è già la guardia

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LIVORNO. Diciamoci la verità: a chiamarlo mare libero ci vuole fantasia. Per rispettare la nuova ordinanza a Cinque Stelle che prevede la possibilità di farsi una nuotata gratis passando dai bagni, i gestori degli stabilimenti si stanno inventando i percorsi più disparati: dai corridoi delimitati dalle corde alle strisce gialle da seguire scortati. Fra entrate di servizio e bagnini.

Ieri il primo giorno di apertura dei bagni se n’è andato via tra pioggia e piumini. Così i concessionari potranno approfittare di qualche giorno in più per attrezzare i percorsi free previsti proprio dall’ordinanza emanata dal Comune solo giovedì. Ma come? Partiamo da sud. Ai Rex chi prova a entrare dall’ingresso principale trova la sbarra chiusa e un addetto alla vigilanza. Per entrare senza pagare si può solo raggiungere la scalinata ripida che porta alla spiaggetta libera sotto al Novelli. In fondo ci sarà una porticina per entrare ai Rex, fare un tuffo e riuscire: il percorso condurrà all’angolo di mare davanti allo scivolo del patino. Vietato accedere a bar o docce, come del resto dice l’ordinanza del Comune. «Abbiamo anche l’hotel, dobbiamo tutelare i nostri clienti», fa notare l’amministratore. Così la domanda sorge spontanea: perché lasciare la spiaggia per trincerarsi in un angolo di asfalto dall’altra parte del muro senza neanche poter stendere l’asciugamano?

Ai Roma, stretti tra il moletto di Antignano e il Sale, si sono invece inventati un red carpet da infradito: chi vuole fare il bagno e basta, alla sinistra del cancello trova una passerella di corde (il percorso sarà appunto dipinto di rosso) che porta a uno scivolo e a una scaletta. Ma tra gli abbonati di sempre c’è già chi si lascia scappare la battuta: «Lo sapete che quella è la scaletta dove andiamo a pulire i ricci?».

Ai Lido e ai Pejani i turisti dei bagni li mandano al confine: i Lido verso i Pejani e i Pejani verso i Lido. Proprio in quella striscia di mare, tra il gabbione dei Pejani e il fungo dei Lido, dove una volta “Sole” e gli altri bagnini stavano a sorvegliare i ragazzi che si spostavano per scroccare la piscina o il trampolino.

Ai Lido si passa dall’ingresso, si segue il corridoio delimitato dalle corde e dopo il primo ponte centrale e il fungo si arriva a un’area senza ombrelloni dove fare il bagno (davanti alla corsia delle barche). Ai Pejani si entra dal cancello di servizio, tra Adone e i Lido: la passerella gialla prenderà il posto del vecchio campino da pallavolo, tra il muro di confine e la rete del gabbione. Ieri i tecnici erano al lavoro per fare una scala che porti al mare, anche perché per ora ci sono soprattutto scogli e acqua fino alle caviglie. I gestori spiegano che un bagnino sarà sempre presente per assicurare il rispetto dell’ordinanza. In pratica che nessuno metta piede davvero nel bagno, dove i clienti pagano cabine e tessere.

I Fiume sono forse il bagno che avrà più difficoltà, considerando che è frequentato da centinaia di giovanissimi. I gestori si stanno attrezzando: l’idea è di lasciare libero proprio il camminamento centrale, in mezzo alle fioriere, per raggiungere uno spicchio già dipinto di blu, accanto al trampolino appena rifatto (il tutto sperando nel buonsenso di chi entra). Anche perché a quanto pare chi ha pagato la cabina all’isolotto si è già ribellato all’idea di far passare da lì il percorso free...

Ai Tirreno, ieri mattina, si sono affacciati una quindicina di curiosi: qui non ci sono passerelle, ma un cartello che indica un’area per fare il bagno prima del ponte. Mentre ai vicini Nettuno è stato creato un altro corridoio con frecce gialle, ma i clienti di sempre, già con la fototessera in mano, ci tengono a sottolineare che «qui ci conosciamo tutti e ci piace così...».

E i Pancaldi? Si entra solo da Acquaviva. Se dici di voler fare solo un tuffo, alla porta c’è un vigilante privato che, passando dalla zona “fungo” ti scorta letteralmente fino alla scaletta in muratura davanti alla piscina (lato mare aperto). Quella che le onde si mangiano quando c’è mare grosso. La guardia ha l’indicazione di assicurarsi che i visitatori poggino i loro indumenti e si tuffino, senza andare a spasso nel bagno. Questo è, sulla carta.

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