Il Tirreno

Livorno

SATIRA

Si potranno dà le ditate alle paste per sentì la crema

Si potranno dà le ditate alle paste per sentì la crema

Dopo i balneari, i pasticcèri dovranno creà vie d’accesso alle vetrine dove si potrà ciuccià tutto e poi rimettello lì

5 MINUTI DI LETTURA





Le paste son di tutti! Questo è ir grido che è risuonato ‘n Comune l’artro giorno. Basta con questi pasticceri che fanno i pottaioni co’ dorci boni in vetrina messi lì solo per sé e i loro clienti guappi. Farina, latte e ova sono doni della Natura, quindi le paste bisogna condividelle perché ir mondo è di tutti. E se le paste der pastaio non si possano proprio mangià tutte per intero perché son proprietà privata, bisogna magari potenne piglià un pezzettino per sentille, perché tenelle lì in bella mostra senza potelle nemmeno scantuccià è da carogne e basta. Per questo la Giunta ha stabilito che da qui in avanti le pasticcerie dovranno creà un corridoio che permetterà a tutti d’arrivà ‘n mezzo alla vetrina delle paste e che queste si potranno assaggià ‘n qua e là (l’ordinanza parla chiaro: ar massimo una ditata per pezzo dorce, per un massimo di cinque). E se ir maritozzo o ‘r bignolino non ci garbano (perché magari sono belli a vedessi ma poi fanno onco a bai) non c’è nemmeno l’obbligo d’acquisto. C’è da dì che questa rivoluzionaria ordinanza ir PD aveva cercato di falla da perlomeno 70 anni, ma le resistenze della lobby de’ pasticceri avevano fatto sì che non se ne facesse mai di nulla, lasciando tutti i politici che si sono alternati ner governo della città lì con le mani in… pasta. ‘nvece ora è realtà. Bon appetito a tutti.

Gino Ir Legiferatore

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11477888:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11477888:1652100405/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lo stato mentale della strinata ar Sole

Come va, a voi v’è già 'preso il livornese'? Con l’espressione ‘mi prende il livornese’ intendo lo stato mentale che ad ogni albore d’estate invita alla strinata, al disimpegno e alla chiusura verso ogni sforzo intellettuale, specie se al chiuso e con le poltrone calde (es: quanto ti prende il livornese non puoi andare al cine al chiuso a vedere il film turco che ha vinto l'Orso d'Oro, casomai, ti riservi di vederlo al cinema all’aperto fornita di biscotto tondo coi pippoli di cioccolata, ma poi vedrai trovi la maniera di perderlo anche lì). A me quest’anno m’è preso presto e bene e sono dimorto contenta che sono già paonazza e coi capelli strinati e un siamo ancora a giugno. Significa che sto operando bene, lo vedo da tante piccole cose, l’aver lasciato a metà il libro del mio autore preferito, Emmanuel Carrère, che parla di un suo periodo di misticismo per informarmi sur vestito giallo di Rihanna a un so che evento mondano, l’aver disertato diverse mostre in giro per la Toscana perché ciavevo da comprammi l’autoabbronzante, e potrei proseguire e rendervi fiera di me. Verso ottobre novembre ridivento la solita pallosa di sempre e di siuro lo finisco il libro di Carrère , che scrive anche meglio der paroliere di Rihanna, ma ora per quarche mese mi pigliate ‘osì. E ora basta, che a scrive tanto mi ci piglia ir mal di testa e poi ciò da legge se è vero che Garko s’è rifatto.

di Paola Pasqui

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11477905:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11477905:1652100405/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ber mi’ Monteburrone

Ir probrema de’ giovani briai mézzi, sfasciatori di lo'ali, fistiatori di guardie municipali, insofferenti alle regole ecc. è una delle tante piaghe della nostra società. Amministratori, pedagoghi e psicoterapeuti imputano vesti 'omportamenti alla noia e ar "fancazzismo", ma ‘un sanno suggerì' rimedi e si spendano un branco di vaini in tavole rotonde senza arriva' a nulla di 'oncreto. Pare che un vecchio saggio livornese tale "Nocciolo", laureato all'Univerzità della Vita e autore der bestselle’ "Vi ci vorrebbe 'n po' di Corea der Norde", suggerisca vesto programma riabilitativo: i trasgressori, dopo esse' stati sbriaàti cor una doccia diaccia stecchita, assisteranno alla proiezione der cortometraggio "Vedrai 'he se facevi ir turno di notte ar cantieri un t'imbriaàvi". Ir firme mostra arcuni giovani der Burkina Faso che sopravvivano nelle loro 'apanne fatte di cacca di gnu e bevano l'acqua de' gòzzi; la giornata d'un minatore peruviano e in preda a 'n attacco di sili'osi; ir turno di notte d'un giovane infermiere fra padelle, pappagalli; la traversata d'un barcone cari'o di disgraziati e du' 'nnamorati anni sessanta che si vanno a sfoga' a MonteBurrone apporpati in una vecchia cinquecento con noccioline, seme e spumanzoda. Funzionerà?

di Consalvo Noberini

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11477903:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11477903:1652100405/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Sarei visionario anch’io, ar “Festivar di Canne”

Tutti i giorni ‘n televisione verso fine maggio ti parte la tiritera di vesto benedetto Festiva’ di Canne, che io prima o poi ci devo andà. A sentì i telegiornali sono andati tutti a Canne a respirà l’aria der Cinema, te lo ‘mmagini che aria ti c’è a Canne, dé! I registi che vi partecipano (ma guarda ‘n po’) son tutti “visionari”. I visionari der Festival di ‘anne – “Ir cinema è ‘n viaggio”, “Ir cinema è sogno a occhi aperti”, “Ir cinema sono i sensi ar potere”, be’ mi’ zozzoni! Io mi domando e dio, ‘nvece: ma con tutte velle ‘anne, di pescà ‘un se ne parla? Con tutto ver popo’ di mare che ti cianno davanti sulla ‘osta azzurra, questi vì si rinchiudano ar buio d’una saletta a guardà dei firmi da Festival, boiate pazzesche senza ‘apo né coda, che per non fa’, poi, quando escano dar cinema, la figura di velli che non cianno capito nulla – a patto che si sveglino dopo i titoli di ‘oda – devano dì de’ paroloni a caso di ‘ommento tipo: “Eh si, la Sturm und Drang nella Gestalt di Sorrentino è paragonabile alla Para-Tapioca come fosse Antani nel Paracelso dell’incommensurabile di Garrone, ‘nfatti niente male nemmeno Moretti (specie se ‘nteso come Birra)”. E poi ar firm più bello (solitamente quello dove proprio non cià capito nulla nissuni, nemmeno l’attori) ni danno la “Palma”. Ecco. Mi piacerebbe sapé quanti Festivar vinse Lamberti quando rifece ir Viale Italia.

di Claudio Marmugi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web