Gioco
Giostra dell’Antenna, Venezia in trionfo
Nella sfida nata dalla fusione con la Coppa della patrona, l’armo rossobianco impone la propria legge
LIVORNO. Lo specchio della Darsena Nuova si tinge di rosso-bianco in occasione della prima edizione del Palio Santa Giulia Giostra dell’Antenna: il gozzo a 10 remi del Venezia, composto da Mannucci, Baldacci, Del Bimbo, Giuliani, Ferretti, Novelli, Mattiassi, Corsi, Lomi, Pedani e Ferroni (questi ultimi due si sono alternati nelle due batterie) con timoniere Moneta, si aggiudica il drappo amaranto realizzato dal pittore livornese Giancarlo Londi.
Le modalità della gara sono leggermente cambiate: si sono svolte inizialmente due batterie tra gli otto rioni per determinare i quattro equipaggi finalisti. Nella prima batteria, lo scontro è stato tra Salviano (controvento scirocco), montatore Nocerino, Labrone (controvento Maestrale), montatore Foresi, Pontino San Marco (controvento Grecale), montatore Giannetti, ed Ovosodo (controvento Libeccio), montatore Nencini.
La prima manche va al Pontino San Marco con Giannetti che schizza via a conquistare il drappo, seguito a ruota dal Salviano. Entrano in “campo” per la seconda batteria i gozzi del Borgo Cappuccini (controvento grecale), montatore Evangelisti, Livorno Sud (controvento scirocco), montatore Carmignani, San Jacopo (controvento libeccio), montatore Matarese, e Venezia (controvento maestrale), montatore Silingardi. Vincono Venezia e San Jacopo. E per i più diffidenti di fronte all’accorpamento delle tradizionali Coppa Santa Giulia e Palio dell’Antenna, niente paura. Il successo è assicurato.
Una serata che ha saputo unire allegria, competizione e musica. Così, la febbricitante attesa del verdetto è alleviata dall’allegria portata dal corteo La Livornina che, con le sue rievocazioni storiche e gli abiti drappeggianti, ha catapultato i presenti per pochi istanti nella Livorno del ‘700, accompagnati dalle coinvolgenti note della Fanfara dell’Accademia Navale e la dolce voce di Francesca Terreni.
Mancano ancora pochi attimi prima di svelare il vincitore, quando fa la sua entrata trionfale la “Teresa” con le reliquie di Santa Giulia, seguita dalla processione di barche. Un momento suggestivo, ricco di emozione, seguito dalla lettura della “preghiera del Palio” del sindaco Nogarin, soddisfatto di fronte a tanta partecipazione, e dalla consueta benedizione degli equipaggi, del Drappo del Palio e di quello del Palio dell’Antenna del Vescovo Giusti.
Ecco che subito dopo si svolge la gara vera e propria, il momento clou tanto atteso. Si contendono il premio Salviano (controvento grecale), Pontino (controvento libeccio), Venezia (controvento scirocco) e San Jacopo (controvento maestrale). Ma non c’è storia, come sottolinea la storica voce delle gare remiere Massimiliano Bardocci. L’equipaggio del Venezia fa volare la barca che arriva per prima all’Antenna ed in un batter d’occhio il montatore Silingardi tiene stretto in mano il drappo amaranto. Il Venezia trionfa sotto uno spettacolare scenario di fuochi pirotecnici che chiudono la serata.
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