La protesta
Darsena Europa, Spinelli corteggia Msc
Il patron del Livorno a caccia di un partner: «Il nostro alleato sarà un armatore». Tentativi anche con Cma-Cgm e Hapah Lloyd
LIVORNO. Aldo Spinelli fa sul serio. E’ lui il primo soggetto che ufficialmente si è fatto avanti per diventare il partner privato del maxi progetto Darsena Europa. E ora approfondisce anche i termini dell’operazione.
Lo dice da anni, Spinelli, di voler puntare alla nuova banchina che sarà in grado di accogliere le super portacontainer del futuro. Ma ora che i soldi pubblici sono in banca ed è in procinto di uscire il bando per la ricerca del socio privato è un po’ come la prima domenica di campionato, quando dopo fiumi di dichiarazioni è il momento di scendere in campo. Chi sarà l’avversario (o gli avversari) in questa partita lo scopriremo di qui a luglio.
Da tempo si sussurra che l’alleanza Neri-Negri possa essere l’asse di un gruppo interessato a prendersi la concessione della Darsena Europa e d’altra parte la Tdt ha sempre evidenziato di esser pronta ad investire sulla nuova maxi banchina.
Intanto però si sa a chi punta Spinelli per formare la sua squadra. E chi invece non indosserà la sua maglia nella corsa al bando che - lo ricordiamo - l’Autorità Portuale auspica possa attirare gli appetiti dei big della portualità mondiale, e non è un caso che a giugno i vertici di palazzo Rosciano presenteranno il progetto nelle principali piazze della logistica asiatica e atlantica.
«Il nostro alleato sarà un armatore. Noi lavoriamo con tutti: Cma Cgm, Maresk, Msc, Hapag Lloyd», ha detto Spinelli parlando col Secolo XIX. Quale sarà l’interlocutore che il presidente del Livorno calcio potrebbe convincere a tentare l’avventura alla Darsena Europa?
Il preferito di Spinelli sarebbe Msc, la compagnia svizzera-partenopea della famiglia Aponte, con cui l’imprenditore genovese ha ottimi rapporti e che d’altra parte sul porto di Livorno ha raddoppiato il suo interesse, entrando in società col terminal Lorenzini, ma anche annunciando un ritorno di fuoco con le love boat a partire dal 2016. Tra l’altro proprio Msc è uno dei nomi di cui più si parla a proposito della privatizzazione di Porto 2000 e della gestione del terminal crociere e del traffico passeggeri. Ora Spinelli tenterà di convicere gli Aponte a investire anche sul nuovo terminal contenitori che dovrebbe nascere - secondo gli auspici - tra il 2019 e il 2020.
E’ notizia di due settimane fa tra l’altro che il gruppo ginevrino - secondo al mondo nel traffico di contenitori - abbia commissionato ai cantieri Hanjin Heavy Industries altre quattro nuove navi portacontainer da 11mila teu, ampliando il suo portafoglio ordini a 60 nuove navi, in una flotta formata da 500 portacontainer. Rumors dicono che Msc potrebbe essere interessata anche ad entrare nella nuova piattaforma di Vado Ligure, dopo esser già azionista del terminal Lsct di La Spezia e del nuovo mega terminale Bettolo di Genova - tra l’altro in società con Negri - che sarà pronto nel 2018. Ma i vertici della società punterebbero ad investire ulteriormente nell’alto Tirreno.
Tra i partner a cui il presidente amaranto potrebbe bussare figurano però anche altri due colossi armatoriali. Il primo sono i francesi di Cma-Cgm, clienti di Rebora a Genova, uno dei terminal del gruppo Spinelli. Il secondo sono i tedeschi di Hapah Lloyd, anch’essa molto dinamica nell’ultimo periodo sul fronte degli investimenti, con un ordine con il cantiere sudcoreano Hyundai Samho Heavy Industries per la costruzione di cinque portacontainer da 10.500 teu (del valore di circa 90 milioni l’una) con consegne fissate tra il mese di ottobre del 2016 e maggio 2017.
Se gli investimenti di Msc e Hapag confermano la direzione extralarge verso cui i traffici di contenitori stanno viaggiando, Spinelli replica anche allo scetticismo di chi ritiene che un’opera come la Darsena Europa potrebbe finire per ritrovarsi senza domanda, vista anche la concorrenza del nuovo terminal Maersk di Savona. «C’è spazio per tutti - dice -. Possiamo recuperare al nord Europa tre milioni di teu e i porti crescono al 4-5% l’anno. Devo fare i complimenti a Gallanti per essere riuscito a ottenere 450 milioni di euro per quest’opera».
Giulio Corsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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