Il Tirreno

Livorno

Sui bagni gratis ma ingabbiati

di Giorgio Carlini

Da oggi via all’accesso senza biglietto, percorsi obbligati per chi non pagherà

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LIVORNO. E’ una rivoluzione, o forse è una rivoluzione a metà: da oggi si potranno varcare i cancelli degli stabilimenti balneari senza pagare il biglietto. Attenzione però: chi non farà il ticket potrà solo transitare all’interno dei bagni attraverso una corsia speciale - che i gestori hanno delimitato con catene o disegnato con strisce adesive gialle - e arrivare in una zona ben precisa dello stabilimento. Lì si potrà tuffare e fare il bagno. Ma guai, almeno sulla carta, a sgarrare e risalire da altre scalette o uscire dai ranghi. Perché sono previste multe salate, anche se chi controllerà e chi le emetterà è tutto da capire. Così come andrà capito come si potrà vietare a qualcuno di salire in una zona diversa da quella in cui si è tuffato, magari costringendolo a restare in acqua.

Oggi, Santa Giulia, giorno d’apertura della stagione, sarà il primo test. Anche se forse dovremo aspettare domenica o addirittura dieci giorni, visto che le previsioni meteo annunciano pioggia per tutto il fine settimana. La rivoluzione, quel giorno, sarà ancora in vigore? Difficile da dirsi, visto che se da un lato i concessionari dei bagni si stanno attrezzando con "corridoi" che permetteranno di raggiungere il mare senza pagare il biglietto (che resta necessario per tutti gli altri servizi), dall’altro si dicono pronti a tutelarsi nelle sedi legali nel caso in cui dovessero verificarsi problemi nella gestione.

«Abbiamo scelto la strada dell'opportunità, non quella della forzatura - dice il sindaco Nogarin -. È stato un percorso condiviso per far convivere interessi di diverse persone. Un modo di agire che utilizzeremo anche in futuro».

Ordinanza e libero accesso. L'indicazione nell'ordinanza definitiva è la stessa presente nella prima bozza di documento pubblicata dal Tirreno: “Il libero e gratuito accesso e il transito per il raggiungimento del mare dovranno essere garantiti anche negli stabilimenti privi di battigia naturale”. I gestori devono “individuare e segnalare un apposito percorso” (curiosità: nella bozza si parlava di “idonei percorsi”) per consentire ai liberi fruitori di raggiungere il mare “in una zona dello stabilimento” (non più in “zone”) attrezzata per la balneazione e sorvegliata con assistenti bagnanti. Tale zona “non dovrà essere occupata con lettini, sdraio, ombrelloni, ecc, per una fascia di almeno 3 metri dal fronte mare”. I liberi fruitori “potranno appoggiare gli indumenti personali per il tempo necessario alla balneazione, facendo attenzione a non costituire ostacolo per la circolazione e le attività di salvamento”. Insomma: per muoversi nei bagni e usufruire dei servizi sarà necessario pagare il biglietto. Chi vorrà solo tuffarsi in mare non pagherà, ma dovrà raggiungere lo spazio individuato dai gestori.

Tra clausole e opportunità. Come spiegato dal sindaco e dal dirigente comunale Maurizio Lenzi, nell'ordinanza è tutelato anche il diritto dei clienti e quello dei concessionari che devono garantire la sicurezza e il corretto uso di strutture e servizi. Da qui l'introduzione di una clausola di salvaguardia: in caso di problemi causati dall'eccessivo afflusso di persone, i gestori potranno “non consentire momentaneamente il libero attraversamento”, dandone però immediata comunicazione alla capitaneria di porto e alla polizia municipale, in modo che questa non diventi una scelta arbitraria.

Nogarin sottolinea però come il diritto dei liberi fruitori possa trasformarsi in opportunità per i concessionari, che potrebbero intercettare una fetta di bagnanti con iniziative quali biglietti a tempo o gettoni per un successivo uso dei servizi da parte di chi arriva per un tuffo e poi decide di farsi una doccia (a quel punto pagando quanto stabilito).

Nogarin: siamo gli ultimi in Italia. A Livorno sembra una rivoluzione, ma Nogarin ricorda che l'introduzione del libero accesso non è qualcosa di innovativo. «Siamo gli ultimi – sottolinea – ad applicare una legge che da anni viene fatta rispettare in tutto il resto d'Italia». A chi sostiene che in uno stabilimento in cemento è difficile applicare il concetto di battigia, risponde: «Sapete individuare il punto da cui ci si può tuffare? Ecco: quella è la battigia». Nogarin rivela che ci sarà qualche giorno di tolleranza per permettere ai gestori di attrezzarsi al meglio per consentire il libero accesso al mare.

«Chi entra senza pagare – gli fa eco Lenzi – ha diritto ad attraversare lo stabilimento, ma non a sostarci. Abbiamo anche stilato un vademecum al riguardo». Tra le norme di comportamento spiccano i divieti di trattenersi nelle aree in concessione oltre il tempo necessario all'attraversamento e di condurre i cani all'interno. In merito alle resistenze dei gestori, il sindaco replica: «Il cambiamento crea sempre difficoltà, ma abbiamo limato posizioni molto distanti arrivando a un punto comune».

La lettera dei balneari. La questione è in realtà ben più complicata, e rischia di avere strascichi legali. Per la conferenza di presentazione era stata annunciata dal Comune la presenza dei gestori. Che però, poco prima, avevano inviato una lettera a Nogarin spiegando di ritenere la loro partecipazione “non opportuna”. “Resta fermo – si legge nella lettera a firma del sindacato (Sib) – il convincimento che non sussistono i presupposti per l'applicazione della legge 296”. I titolari delle concessioni, prosegue la nota, “si adopereranno per dare corretta applicazione a quanto previsto dall'ordinanza”, ma “qualora l'applicazione dovesse comportare disfunzioni non sostenibili nella gestione ordinaria degli stabilimenti e problemi e disagi difficilmente superabili, i gestori non potranno che tutelare i propri diritti nelle sedi opportune”. Sul finire della conferenza si sono presentati Riccardo Ganni dei Lido e Andrea Picchi dei Roma, correggendo un po' il tiro e ringraziando sindaco e assessori per il percorso condiviso. In settimana i balneari si incontreranno per fare il punto della situazione e valutare l'impatto del libero accesso sui vari stabilimenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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