Blitz dei ladri in ospedale chiuso il centro prelievi
Colpo nella notte al poliambulatorio, smurata la cassaforte del Cup dell’Asl Gli utenti trovano il cancello sbarrato e vengono dirottati negli altri distretti
LIVORNO. Ieri mattina le decine di pazienti che si sono presentate al Centro prelievi dell’ospedale hanno trovato il cancello del viale Alfieri sbarrato, con un’insolita scritta: chiuso per furto. Di aperto in compenso c’era la finestra dei locali del Cup, quella che dà sul cortile, forzata nella notte dai ladri. In azione una banda di malviventi che, indisturbata, è riuscita a forzare due casseforti - di cui una smurata con un piccone - e a scappare con oltre 2mila euro. Nessuno si è accorto di niente: i colpi degli arnesi da scasso sono proseguiti inesorabili. Così i malviventi ce l’hanno fatta a portare a termine il colpo, l’ennesimo all’interno dei padiglioni del vecchio ospedale. Il tutto a scapito degli utenti, costretti ieri mattina alla diaspora negli altri distretti dell’azienda sanitaria, da via Impastato a Salviano a via della Fiera di Sant’Antonino a Fiorentina. Chi aveva l’appuntamento già fissato in viale Alfieri per il prelievo è riuscito a entrare, ma a caro costo: lunghe file e ore di digiuno, per quegli esami per cui è previsto presentarsi “a stomaco vuoto”.
Il furto è stato scoperto poco dopo l’una, ma pare che l’allarme non abbia funzionato.
I primi a intervenire sono le guardie giurate, che, constatata l’intrusione, a loro volta avvisano il 113 della polizia. All’1.20 sul posto accorrono gli agenti delle volanti, ma ormai è tardi. Come ricostruito dagli investigatori, i ladri si intrufolano nei locali forzando una finestra. Poi, raggiungono la stanza dietro agli sportelli per il pubblico, dove si trovano i forzieri. I malviventi agiscono in fretta e riescono ad accedere a due delle tre casseforti presenti. Una di queste, quella principale, viene letteralmente smurata, a colpi di piccone. Molto probabilmente poi la refurtiva viene caricata su un furgone e portata via prima che i vigilantes riescano ad intervenire. Da chiarire come i malviventi siano riusciti a entrare e uscire dall’area dell’ospedale. Ma c’è poco da sorprendersi se si pensa che qualche tempo fa un furto analogo al Cup terminò con i ladri in fuga su un fork lift. Poco dopo, sul posto arriva un rappresentante dell’Asl reperibile di notte, ma per la conta dei danni è necessario aspettare la mattina: il bottino è di circa 2mila euro, a cui però va aggiunto il danno strutturale a finestre porte e muro.
Difficile, invece, quantificare il disagio che il furto ha causato ai pazienti che, come ogni giorni, ieri mattina si sono riversati a decine e decine al centro prelievi.
Ne sa qualcosa un livornese sessantenne che, di prima mattina, ha accompagnato al Cup la moglie, che aveva l’appuntamento per l’esame del sangue.
«Hanno chiuso la stalla quando sono scappati i buoi - esordisce il cittadino - Quando siamo arrivati in viale Alfieri, alle 9, abbiamo trovato il cancello chiuso. Un po’ troppo tardi direi... E quindi per entrare siamo dovuti passare da via Gramsci. Abbiamo fatto oltre un’ora di fila, in un fitto via vai: mi sarà passato davanti agli occhi almeno un centinaio di persone. Il problema più grande è che a causa del furto sono saltati i sistemi di registrazione telematica degli appuntamenti, e questo ha rallentato ulteriormente le operazioni». E allora ecco che si sono accumulati i ritardi. «Grandi code, gente che brontolava - continua il racconto del cittadino - Ti dovevi mettere in fila, sulla base dell’orario di arrivo; poi le infermiere ti venivano a chiamare, quindi, venivi registrato e poi finalmente potervi fare l’esame. Il tutto tra proteste, cali di zucchero e la polizia scientifica che faceva i rilievi e le foto...». Sono in corso indagini.
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