Attenzione
«L’accordo c’è ma la crisi è ora»
Il sindaco Nogarin invoca più tutele «per i lavoratori che restano a piedi»
LIVORNO. «L'accordo di programma poteva essere fatto con più tempo: le clausole di salvaguardia che avevamo chiesto a tutela dei lavoratori che, tra poco, si troveranno senza ammortizzatori sociali, non ci sono». Sono queste le parole con cui il sindaco ha aperto i lavori della terza commissione riunita ieri per discutere dell'accordo di programma per Livorno e delle ricadute della Darsena Europa.
Filippo Nogarin è tornato a criticare le modalità di attuazione dell'accordo: «Doveva essere sottoscritto a Roma, invece, la sera per la mattina, è stato sottoscritto a Firenze». Mentre le opposizioni hanno disertato in massa la commissione, parlando di «evento mediatico»: avevano chiesto un rinvio dei lavori a dopo le elezioni regionali. Assenti Bacci e Franchi, impegnati a Roma per People Care, assenti Gallanti e Provinciali.
Nogarin, riferendosi ai tempi del bando che l'Autorità portuale dovrebbe emanare per cercare un finanziatore della Darsena Europa, ha aggiunto: «La crisi è adesso, la ricaduta occupazionale potrebbe arrivare non prima di un anno e mezzo: un problema che abbiamo posto ai tavoli del Mise senza avere risposta». «Non siamo contrari – dice – alla realizzazione della Darsena: ci dispiace vedere che cose fatte in fretta non mettono Livorno al centro del rilancio reale. Abbiamo un Prp che prevede banchine a 16 metri, Piombino ne prevede 20 e Genova 18. Le navi appetibili avranno un pescaggio di almeno 18 metri: ci troveremo ad opera conclusa a scavare altri 2 o 4 metri».
«È importante – gli fa eco l’assessore Francesca Martini – che la commissione lavoro funga da luogo di incontro tra tutte quelle parti che non sono state coinvolte nella progettazione dei bandi per la Darsena». E ricorda che a livello nazionale il M5S si sta occupando della «disciplina degli appalti pubblici, prevedendo la possibilità di inserire criteri premiali per l'assunzione di lavoratori delle aree di crisi complesse». Presenti in aula associazioni di categoria e sindacati. «È importante il dibattito – dice Giovanni Ceraolo (Usb) – soprattutto se fosse cominciato prima dell'accordo». «La progettualità è fondamentale – interviene Giovanni Pardini (Cisl) – ma quello che ci preoccupa è la continua litigiosità che vediamo a livello istituzionale. Servono azioni concrete».
Miriam Orlandi (Uil) chiede che Comune e Provincia si facciano portatori di chiarimenti rispetto ai contenuti dell'accordo. Marco Valtriani (Cna) invoca una maggiore inclusione delle associazioni. Martelli di Confindustria parla di coesione d'intenti tra i territori.
La Cgil (in commissione Simone Angella della Filt Cgil) sottolinea in una nota che «l’accordo di programma rilancia il territorio verso un possibile sviluppo» ma chiede «riposte immediate ai disoccupati e ai lavoratori che si troveranno senza ammortizzatori». Al Comune viene chiesto di «aprire un confronto sui progetti da presentare al prossimo bando sui lavori di pubblica utilità, verificando la possibilità di integrare quanto messo dalla Regione» e di «prevedere riduzioni nella tassazione comunale» per le fasce in difficoltà.
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