Il Tirreno

Livorno

Storia di un crac in piscina

di Federico Lazzotti
Storia di un crac in piscina

Fallita la srl dell’ex numero 1 di Officina: voleva entrare pure nell’affare Colle

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LIVORNO. C’è un fallimento che sa di cattivo presagio e unisce l’affare delle piscine di Collesalvetti con quelle di Livorno.

È quello della Cospid srl, società che fa riferimento all’imprenditore Riccardo Incerti, 49 anni, e che aveva tra le proprie attività quelle che riguardano «progettazioni, costruzioni e manutenzioni di impianti elettrici, idrici, termini ed igienico sanitari», in particolare cogeneratori.

Il crac della srl lo ha dichiarato lo scorso 6 febbraio il Tribunale civile di Siena titolare della procedura visto che la sede dell’azienda era stata spostata negli ultimi anni dalla provincia di Livorno, a Campiglia Marittima, al comune di Monteriggioni, famoso più per la festa medioevale che ogni anno si celebra nel suggestivo borgo, che per le nuove tecnologie.

Anche perché nella storia che inizia il 3 marzo 2009 nella sede del Comune di Collesalvetti e passa, due anni più tardi, per il contratto con cui viene affidata la gestione dei tre impianti livornesi, c’è poco da fare festa: due inchieste della Procura (una con richiesta di archiviazione per prescrizione e una in corso ndr), milioni di euro pubblici investiti, una cittadella dello sport mai finita e una soltanto sognata.

Racconta per inquadrare il momento storico che ha preceduto il contatto tra Cospid e Comune di Colle una fonte che vuole restare anonima: «L’amministrazione guidata da Nicola Nista aveva capito che le piscine stavano affondando e per restare a galla era necessario annientare le spese di acqua, luce e gas. Il progetto presentato da Riccardo Incerti era la risposta a questa esigenza anche perché quell’imprenditore era ben visto sia da Cna, che del progetto era parte integrante, sia da Pd che governava il Comune».

L’accordo saltato a Colle

È con queste premesse che è più facile leggere il verbale di deliberazione della giunta comunale di Collesalvetti che ha come oggetto «l’approvazione del protocollo d’intesa con Cospid srl per la realizzazione di un progetto industriale e il subentro nella gestione della Cittadella dello Sport».

Nel documento si fa riferimento «all’idea progettuale di notevole interesse presentata dalla srl, nell’ottica della produzione da fonti non inquinanti, che prevede la realizzazione di un piano industriale per la realizzazione di due centrali termoelettriche sul territorio». Ma soprattutto alla volontà di Riccardo Incerti di «rilevare - una volta sottoscritto l’accordo con il Comune - il 100% delle partecipazioni sociali della Sesport srl».

Dunque l’idea era quella di far fuori la Sesport per fare spazio a una società che potesse abbassare i costi di gestione della Cittadella dello Sport di cui oltre alla piscina faceva e fa parte anche il palazzetto dello sport. E per fare questo il Comune era disposto anche due ulteriori facilitazioni nei confronti della Cospid: la costruzione a Colle di un palazzetto del ghiaccio all’interno della Cittadella e al pagamento in favore di Sesport di non meno di 40.000 euro annui «al fine di favorire - per particolari categorie di utenti (alunni dell scuole, anziani, disabili) - l’erogazione di servizi agevolati per l’utilizzazione, da parte delle categoria sopra indicate, degli impianti sportivi».

Quarantasei giorni dopo la sottoscrizione di questa delibera le piscine di Colle chiudono i battenti a cinque anni dal taglio del nastro per non riaprirli mai più.

Nell’estate dello stesso anno, il neo sindaco Lorenzo Bacci, appena eletto primo cittadino, si presenta al palazzo di Giustizia di via Falcone e Borsellino e consegna al procuratore capo tutta la documentazione che di fatto dà il via all’inchiesta penale.

È così che il sogno della Cospid di entrare in possesso della Cittadella dello sport di Collesalvetti naufraga.

Ma Riccardo Incerti evidentemente non aveva nessuna voglia di andare a fondo. Anzi, il suo obiettivo era quello di tornare a galla nel business delle nuove tecnologie.

Ecco perché un anno dopo ci riprova, cercando di entrare nell’affare per l’affidamento delle piscine di Livorno, il complesso della Bastia e quello Camalich-Neri.

Un’Ati non per sempre

È il 5 luglio del 2010 quando davanti al notaio Roberto Mameli nasce l’associazione temporanea di impresa che qualche settimana dopo parteciperà al bando per la gestione delle piscine. Dell’Ati fanno parte la capogruppo, “Sistemi Integrati srl” che ancora oggi controlla Officina della sport, e le mandanti: la Butterfly Srl di Brescia e appunto la Cospid di Monteriggioni, Siena.

Ma è dal contratto che il Comune di Livorno sottoscrive l’8 marzo dell’anno successivo con Officina dello sport che è possibile intuire quale sia l’obiettivo della concessionaria. Nel capitolo che fa riferimento agli interventi a carico di Officina dello Sport si spiega come il concessionario si accolli la realizzazione di interventi per oltre 1,6 milioni a cui si aggiunge l’acquisto di due cogeneratori che hanno un valore complessivo pari a 2 milioni di euro. Chi doveva fornire gli impianti? In un primo momento proprio la Cospid.

Non a caso Riccardo Incerti il 3 settembre del 2010 entra in Officina dello sport con la carica di consigliere. E successivamente diventa presidente del consiglio di amministrazione. Il suo ruolo - si legge nella visura camerale - è quello di «condurre trattative in merito a problematiche di ordine strategico e/o finanziario preliminari e conseguenti a delibere consiliari, firmare ogni tipo di contratto per conto della società nei confronti di terzi, essere titolare di firma disgiunta sui conti correnti intestati alla società fino all’importo massimo di 100.000 euro per singola operazione».

Dunque per oltre un anno Officina dello sport, la società che gestiva e gestisce un patrimonio pubblico è stata gestita da Incerti, indagato dalla Procura della Repubblica per concorso in bancarotta fraudolenta, reato per il quale è stato rinviato a giudizio: il processo inizia oggi.

Quando la notizia dell’inchiesta che riguarda l’imprenditore viene fuori cambia anche la conformazione della di Officina dello sport nella quale entra, proprio al posto di Incerti, l’imprenditore Piero Bottoni.

Ma i guai di Incerti non finiscono con l’uscita dalla società delle piscine. O forse iniziano proprio in quel momento. Visto che salta il business dei cogeneratori - che infatti la srl ha poi acquistato da un altra società - e inizia una lunga caduta finanziaria che porta fino al fallimento della Cospid del febbraio scorso.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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