Il Tirreno

Livorno

L'intervento

Piattaforma Europa, un sogno che sembra vicino, ma...

di Nicoletta Batini (*)
Una veduta del porto di Livorno
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Una veduta del porto di Livorno

Il dossier Osc è carente in più punti, ma è costato il doppio di quello che la stessa società fattura per consulenze analoghe e le stime sul futuro della domanda di container sono “fatte a mano”: serve subito un nuovo studio

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La capacità di riqualificare l'infrastruttura portuale è più che un'esigenza per Livorno. E' indispensabile per ricollocare lo scalo nelle mappe dei grandi armatori globali. Dopo avere lasciato negli ultimi anni in grave abbandono sia i bacini che le darsene con costi serissimi per la nostra posizione di mercato (si guardino gli ultimissimi dati sulle quote di mercato comparate), non possiamo più aspettare, e soprattutto non ci possiamo permettere ulteriori ritardi.Il mercato non ce lo perdonerebbe.

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Il sogno di Livorno di riqualificarsi creando un mega-terminal di 2,5 milioni di Teus per i container (la cosiddetta "Piattaforma Europa" o PE) sembra finalmente vicino. Il Piano regolatore portuale che ne decreta l'attuazione è stato approvato il 25 marzo, ben 55 giorni fa. Realizzare la Piattaforma Europa dipende dalla nostra capacità di dimostrare agli investitori che l'enorme offerta portuale che ci apprestiamo faticosamente ad allestire sarà redditizia perché sarà in domanda e che i loro soldi torneranno indietro con gli interessi.

Lo studio della Ocean-Shipping Consultants (OSC) commissionato e pagato dall'Autorità Portuale di Livorno dovrebbe provare che l'opera è correttamente dimensionata, data la domanda futura. Se il prezzo fosse indice di qualità dovremmo dormire sogni tranquilli: è costato il doppio di quello che la stessa OSC normalmente fattura per studi di mercato analoghi (pur essendo stato preparato in un terzo del tempo) e 5 volte tanto ciò che chiedono celebri consulenti.

Nonostante il titolo altisonante, il documento e' privo di elementi di financial engineering (e menomale, perché questa scienza non ha niente a che vedere con quello che credo intendesse commissionare l'Autorità Portuale) e non contiene un piano di copertura finanziaria che è la colonna di questi tipi di studi. Tra le 190 pagine che parlano d'altro si trovano per fortuna però alcune stime sul futuro della domanda di container a Livorno. La minacciosa conclusione dell'analisi è che "non c’è alternativa per Livorno se non l'andare avanti con l'espansione pianificata o restare senza futuro".

Ma come fa uno studio ad essere così assolutamente certo della futura espansione della domanda? È noto che le stime generate da modelli statistici soffrono di enorme incertezza specie su orizzonti lunghi. Semplice: la OSC non usa alcun modello-come è norma per studi così. La domanda futura e' uguale ai traffici degli anni passati moltiplicati per il rapporto tra la crescita futura dell'export e del Pil-presumendo una correlazione positiva e stabile tra queste. Per il 2015 per esempio, OSC giura che questo 'moltiplicatore' e' esattamente 4,65 (Tabella 1.1 pagina 5). Da dove vengono crescita di Pil e export futura non si sa. Ma questo numero magico che viene dal nulla (e quelli cosi' costruiti fino al 2035), cioè questo 4,65, è molto lontano dal consenso degli economisti internazionali (per esempio la Oxford Economics (OE) stima su dati mondiali un numero grande un terzo: l'1,6 per il 2015, suggerendo una crescita della domanda portuale marginale. Il numero è anche in totale contrasto col suo stesso passato: per la OSC era -0,83 nel 2014.

Così cucinate, senza modelli, senza analisi di significatività statistica, senza bande di incertezza, queste previsioni "fatte a mano" anticipano, con un ottimismo che sfida l'intelletto, una crescita esponenziale per 20 anni di tutta la domanda di servizi portuali nell'Alto Tirreno, a tassi peraltro uguali in tutti i porti italiani. Non a caso il netto contrasto con le previsioni del Comitato dei saggi del MIT o della rinomata Drewry Shipping Consultants certe di un appiattimento del commercio mondiale. Dimostrato cosi' che la domanda è prossima al decollo, l'atto di fede diventa totale: a Livorno, dice OSC, andra' tutta la favolosa crescita di domanda dell'Alto Tirreno, perche' lo scalo battera' tutti i porti concorrenti nel Mediterraneo e pure del Nord Range nell'Europa Centrale e conquistera' la meta' di tutti i traffici internazionali della regione nel 2035.

Lo studio è molto carente anche da altri punti di vista. Manca l'analisi di sensitività con /senza PE (che non è la gap analisi) non discute i trade-off tra offerta container, crocieristica e short-sea shipping ed e' zeppo di errori grossolani (si veda l'asse delle ascisse nella cruciale Figura 1.2). Io non sono rimasta convinta. E voi? E quel che più conta, credete che cotanta dignità scientifica possa tranquillizzare grandi investitori all'atto del pagare? Ritengo sia doveroso valutare lo studio nuovamente o, più pragmaticamente, affidare immediatamente ad altra società un nuovo studio. La cosa è troppo importante e Livorno non ha più tempo - né soldi- da perdere. *economista e candidata alla presidenza dell’Autorità portuale di Livorno

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