Chi si rivede, il “Falco” dei pali
Tra gli avversari anche il portiere Fiorillo: con lui il salto in serie A tra alti e bassi
LIVORNO. Chi si rivede! Il “Falco di Oregina”: Vincenzo Fiorillo. Ricordate? Nel 2012/13 contribuì al ritorno in serie A del Livorno di Davide Nicola, il tecnico autore della Grande Impresa e anche capace di gestire con disinvoltura l'alternanza di governo in porta proprio tra Fiorillo e Mazzoni.
Arrivato al Livorno dalla Sampdoria, partì come riserva, salvo poi diventare titolare la sera della sconfitta interna per 1-5 con lo Spezia, partita infausta che costò a Mazzoni l'espulsione e la rottura di tre costole nel contrasto da rigore con l'attaccante aquilotto Okaka. Il debutto di Fiorillo fu choc, ma poi il suo rendimento lievitò.
Esplosivo in porta riuscì anche a parare due rigore: un ad Ascoli e l'altro a Brescia. Esplosivo tra i pali, sicuro nelle uscite il peggior difetto del 'Falco' consiste – per sua stessa ammissione – nella difficoltà di gestire le emozioni. Una roba non da poco per uno che a 18 anni veniva considerato l'erede di Buffon, un'etichetta che ha finito per tarpagli le ali. A febbraio sul campo dell'Empoli si infortunò e lasciò il posto a Mazzoni. Altro ribaltone a marzo per un accIacco accusato da Luca e il patatrac.
Nelle fase più calda della stagione inanellò quattro papere consecutive: tre nella stessa partita casalinga con la Reggina el'altra sul campo del Verona. Era in campo nella partita decisiva a Modena con il Sassuolo, ma a ripresa inoltrata si azzuffò con Berardi e fu espulso. Nel complesso ha lasciato un buon ricordo. Di talento ne ha e infatti la proprietà del suo cartellino è condivisa tra Samp e Juve. Il Pescara? È solo una tappa. Proprio come lo fu Livorno.
Fabrizio Pucci
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