Il Tirreno

Livorno

costruzioni fuorilegge

Annessi agricoli abusivi, il Comune lavora al piano delle Colline

di Giorgio Carlini
Annessi agricoli nella campagna alla  periferia di Livorno
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Annessi agricoli nella campagna alla periferia di Livorno

L’architetto Danti: «Entro fine anno pronta la prima bozza». Scaffidi (Comitato Limoncino): «Attenti agli aspetti sociali, e c'è chi sta ancora costruendo»

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LIVORNO. Gli uffici comunali, incaricati dall'amministrazione, stanno lavorando a un piano di riqualificazione delle colline per risolvere in modo chiaro e uniforme - per il futuro - l’annoso problema degli annessi agricoli. Un piano che l'architetto Paolo Danti (responsabile settore urbanistica) definisce "strabico", perché da un lato deve guardare al regolamento urbanistico del '99 e dall'altro deve conciliarsi con il piano strutturale. Danti rivela che l'obiettivo è presentare una bozza, nella forma di una variante, entro fine anno, in parallelo con l'adozione del piano strutturale. «L'annesso agricolo - aggiunge - è legittimo se funzionale al presidio del territorio e di giuste dimensioni. Nel tempo si sono riscontrate però numerose anomalie: ora dobbiamo risolvere problematiche molto diverse tra loro».

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Su come farlo, e su come affrontare la questione degli annessi abusivi esistenti (il Comune non può fare “sanatorie”), poco o nulla di nuovo è stato detto ieri in commissione. Da qui il disappunto del Comitato del Limoncino. «L'impressione - spiega la portavoce Rosaria Scaffidi durante l'intervento in aula - è che ci sia una fase di stallo. Se dobbiamo attendere il piano strutturale, passeranno altri 6-7 anni. Non abbiamo mai parlato di abitazioni - ricorda - ma di manufatti usati da ricovero per ciò che serve a coltivare la terra. E non chiediamo un condono, ma una soluzione logica e pratica». Tanti gli attacchi di Scaffidi alla precedente amministrazione: «Dove non ci sono regole ognuno agisce per conto proprio. Per decenni gli annessi sono cresciuti come funghi e nessuno ha controllato. Poi nel 2007 Cosimi promise l'annesso agricolo che poteva comprendere, parole sue, "un posticino per il tavolo, per le sedie e per un lettuccio su cui riposare”. Ci ha preso in giro, lo abbiamo rivotato ma l'ok all’annesso non lo abbiamo mai visto».

E ancora: «Le classificazioni delle aree collinari sono state fatte a macchia di leopardo, con criteri non uniformi. Con il "si fa un po' così e un po' così", è stato fatto un disastro». Scaffidi rivolge un invito alla nuova amministrazione: «Non metta la testa nella sabbia, altrimenti il problema peggiorerà. Oggi c'è chi continua a costruire e allargare gli annessi, il Comune deve vigilare. E in più c'è un aspetto sociale: ci sono famiglie che hanno perso casa e lavoro, e che abitano nei manufatti per necessità. Se la soluzione sarà quella di buttar giù tutto ci adegueremo, ma così scontenterete gran parte dei livornesi che su quel terreno ha costruito qualcosa».

Poi la parola passa ai consiglieri. «Noi siamo per favorire l'agricoltura amatoriale - spiega Marchetti (M5S) - ma ciò che è stato costruito in modo abusivo deve essere perseguito. Serve una disciplina che metta fine all'abusivismo e che regoli l'esistente con criteri uniformi». Per Sarais (M5S) «una parte del territorio è fondata su menzogne e false promesse delle precedenti amministrazioni». E Ruggeri (Pd) non sembra dargli torto quando parla di un «problema che non abbiamo saputo risolvere perché più complicato di quanto qualcuno di noi avesse voluto far credere. Ho sempre avuto un atteggiamento più cauto di Cosimi. C'è una responsabilità di chi non ha vigilato, ma ciò che non è accatastabile deve essere demolito, evitando il conflitto sociale con tempi certi per ricostruire». De Filicaia (Pd) ricorda l'esito del piano presentato nel 2012 dall'allora assessore Grassi: «Cercava di tutelare quanto possibile chi aveva un annesso, ma si fermò perché la giunta, con gli uffici, decise di rimandare tutto al piano strutturale».

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