Mezzi fermi, guai per la linea 1
Tra sequestri e problemi con i pezzi di ricambio, alle fermate lievitano i ritardi
LIVORNO. Da una parte l’azienda punta il dito contro il recente sequestro di molti mezzi, che riduce la possibilità di sostituire i bus che magari hanno bisogno di un pit-stop in officina. Dall’altra tutte le sigle sindacali puntano il dito, a turno, contro la riduzione del personale di officina e contro i presunti ritardi nel pagamento dei fornitori, che porterebbero a problemi nell’acquisto dei pezzi di ricambio. Sta di fatto che ieri mattina alle fermate dei bus di linea della città (soprattutto per i passeggeri della linea 1, una delle più gettonate) sono stati registrati moltissimi disagi e disservizi.
Sono stati gli stessi autisti, di prima mattina, a lanciare l’sos dal deposito di via Meyer: alcuni di loro si sono presentati al lavoro, ma alla fine non hanno potuto prestare servizio perché nel piazzale non c’erano mezzi disponibili.
Da via Meyer hanno parlato di una decina di bus fermi (oltre a quelli sequestrati), con conseguente rallentamento del servizio di trasporto pubblico in tutta la città.
Perché questi ritardi? Di sicuro l’ultimo sequestro non ha aiutato, ma i sindacati, da tempo, puntano il dito anche contro la gestione aziendale.
Già il 7 maggio, con una nota ufficiale, le segreterie provinciali di Filt, Fit e Faisa avevano denunciato una situazione simile a quella che si è venuta a creare ieri mattina: «Una situazione assurda – avevano scritto in quell’occasione – sette autisti, presentatisi in servizio regolarmente, sono stati obbligati a rimanere fermi presso il deposito perché non c’erano autobus a sufficienza».
Ieri mattina a risentire di più del servizio a singhiozzo sono state le linee 1/9, 2 e 4. Per la linea 1 in particolare (quella attraversa il centro e corre sul lungomare), a un certo punto della mattinata risultava regolarmente in viaggio un mezzo su quattro.
(j.g.)
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