Lutto
Aamps ci ripensa e punta a internalizzare gli spazzini
Livorno, stop al paradosso dell’azienda della nettezza urbana senza netturbini. Iacomelli: «Via all’internalizzazione». 180 mila euro annui di risparmi e strade più pulite. Ma c’è il rebus assunzioni
LIVORNO. Il 28 maggio scadrà il bando per assegnare il servizio di spazzamento delle strade cittadine. Sarà un’assegnazione di 12 mesi più altri 12, che inizieranno da settembre. Fino a quel momento, cioé nei mesi estivi, il servizio resterà sotto la gestione di Cooplat. Nel frattempo però Aamps lavorerà per riportare al suo interno gli spazzini e cancellare il paradosso di un’azienda della nettezza urbana senza netturbini.
Una situazione che esiste da 15 anni quando fu decisa l’esternalizzazione del servizio «che probabilmente a suo tempo ha avuto anche una sua logica», dice il presidente di Aamps Aldo Iacomelli. «Ora però le indicazioni del consiglio comunale e della giunta sono di lavorare alla reinternalizzazione. Spero entro due anni di riuscire in quest’operazione», aggiunge.
Ci sono almeno due vantaggi, secondo Iacomelli, nel riportare gli spazzini dentro Aamps. Uno è economico, l’altro riguarda il servizio. Ma ci sono anche ostacoli, il principale dei quali sarà trovare la formula giusta e giuridicamente impeccabile per assumere gli attuali spazzini usando una sorta di clausola sociale.
2.9 milioni di personale. Oggi il servizio di spazzamento costa ad Aamps 3.6 milioni di euro. Di questi il costo del personale incide per 2.9 milioni. Ma il resto non è utile: ci sono gli ammortamenti dei mezzi, i macchinari, c’è il costo dei depositi e dei magazzini. «L'utile si aggira attorno al 5%», dice Iacomelli. Cioè 180mila euro. Che Aamps risparmierà ogni anno.
Il ruolo sociale di Aamps. Non sono tanti soldi, anche se in un’ottica di razionalizzazione rappresentano comunque una cifra. «Il fatto è che serve un’assunzione di responsabilità - dice Iacomelli - Un’azienda come Aamps deve badare all’efficienza economica, ma anche tener presente il suo valore aggiunto di impresa pubblica con valenza sociale, che è tenere pulita la città facendo spendere il giusto alla popolazione».
Strade più pulite. Secondo Iacomelli il ritorno degli spazzini in Aamps permetterà un miglioramento del servizio. «Dovremo rivedere il contratto di servizio col Comune, integrare maggiormente lo spazzamento meccanico con quello manuale e ottimizzare la sinergia con gli ispettori ambientali in modo da pulire dove serve facendo efficienza», spiega il presidente. Attualmente il contratto prevede per ogni strada una certa frequenza dello spazzamento, a prescindere se è sporca o pulita. «Usando meglio gli ispettori possiamo organizzare il lavoro quotidianamente, evitare sprechi e concentrarci sulle strade sporche. E’ quello che si chiama tailor-made, servizio su misura».
Lo spazzino di quartiere. Come riaprendo un libro di storia Iacomelli pensa al ritorno dello spazzino di quartiere: «Penso a una figura sociale, che sia anche un punto di riferimento, conosciuta, come il poliziotto o il vigile di quartiere. La mia idea è tornare a questa figura in una integrazione con lo spazzamento meccanizzato. Come avviene ora in piazza Cavallotti, dove il grosso viene fatto con le spazzatrici e poi c'è la rifinitura col manuale.Ora questo sistema in molte zone non è soddisfacente. Prendete la raccolta delle foglie sui marciapiedi: servirebbe lo spazzatore manuale con soffiatore e poi il passaggio della macchina meccanizzata. Stessa storia con l’idrogetto da usare dove ci sono le auto parcheggiate, per spostare lo sporco in mezzo alla strada al momento del passaggio della spazzatrice».
Quali spazzini? E’ uno dei nodi che dovranno essere sciolti. «Il mio compito è dare attuazione all’indicazione del socio (cioè del Comune, ndr), senza lasciare indietro gli spazzini che da anni lavorano nelle nostre strade ma nel rispetto della legalità - spiega Iacomelli -. E’ chiaro che non si possono fare assunzioni per chiamata diretta, serve una procedura pubblica in cui salvaguardare chi finora ha lavorato bene. Servirà un importante lavoro con sindacati e parti sociali. Dovremo seguire le norme per le selezioni pubbliche, con un bando pubblicizzato, in cui inserire caratteristiche curriculari e di esperienza e qui potranno giocare le loro carte gli attuali spazzini».
Due anni. Due anni, si è dato Iacomelli. Per reinternalizzare lo spazzamento e per i due grandi obiettivi del suo mandato: riportare in bonis i conti di Aamps e rilanciarla con investimenti produttivi. Nel mezzo c’è però l’incognita RetiAmbiente: se entra in funzione prima che sucede? «Beh, il problema diventa di RetiAmbiente - risponde il presidente -. Tuttavia non credo che ciò possa succedere. Almeno un anno e mezzo servirà e in questo tempo dovremo creare un’Aamps più robusta. Il 30 giugno insieme al bilancio presenterò un pacchetto di investimenti. Spero che il Comune creda nell’azienda e ci investa».
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