Sicurezza
Tari, caos agli sportelli e code sul marciapiedi
Livorno, assalto all’ufficio tributi di via Marradi, dove non funziona neanche il numero elimina-code. E anche il centralino va in tilt
LIVORNO. «Se sono qui per avere informazioni? Macché, sono qui per litigare!». E poi: «A causa dell'intenso traffico, le nostre linee telefoniche non sono al momento raggiungibili».
Bastano queste due istantanee (la prima raccolta dalla voce di una signora in attesa all'Ufficio tributi, la seconda da quella preregistrata al numero verde di Aamps) per rendersi conto di come il lunedì appena trascorso, ultimo giorno utile per pagare la prima rata della Tari, sia stato all'insegna di caos e disagi per centinaia di contribuenti livornesi.
C'è da scommettere che in molti avessero atteso l'ultimo momento nella speranza che intanto fosse fatta chiarezza sulle esenzioni per le famiglie con basso reddito. Ma gli atti della giunta prima e la discussione a Palazzo civico poi hanno complicato il quadro. Così ieri a chiedere informazioni allo sportello c'erano più persone di quanto si potesse immaginare.
La ressa all'Ufficio tributi. Le code all'Ufficio tributi di via Marradi cominciano già dalla prima mattina. Alle 10 la fila di persone in attesa del proprio turno allo sportello arriva fino al marciapiede: sarà così per quasi tutta la giornata. Gli inconvenienti nascono dalla combinazione di tre fattori: c'è chi deve semplicemente pagare, chi si presenta perché credeva di essere esente ma si è visto recapitare la richiesta di pagamento, e chi invece dovrebbe versare la prima rata ma non ha ricevuto il modello F24. Se a tutto questo aggiungiamo la presenza di chi ha bisogno di informazioni sull'importo della Tari o sulle modalità di calcolo (più qualcuno che ha scelto il giorno sbagliato per domande relative a altre tasse, come Imu e Tasi) il risultato è una giornata assolutamente caotica.
La calda attesa nell'atrio. Nonostante l'impegno degli addetti a contatto con l'utenza prima del turno agli sportelli, le fasi di attesa all'interno della palazzina sono ai limiti del sostenibile. La sala d'aspetto, se così si può definire, è costituita dall'atrio dell'edificio: non c'è un solo posto per sedersi, così tutti sono costretti a rimanere in piedi, senza neanche potersi assentare per qualche minuto, visto che non c'è il sistema elettronico "elimina code" per prenotare il turno. Le persone più anziane escono dalla fila per trovare riparo dalla calca e dai raggi del sole che entrano dal portone, contando sulla cortesia dei presenti per riprendere in seguito il proprio posto. In quel marasma è difficile mantenere l'ordine e la calma, così nascono alcune discussioni quando qualcuno sembra non rispettare la fila.
L'imbuto all'unico sportello. Lo scorrimento della coda è ostacolato dalla mancanza di organizzazione. All'ingresso degli uffici si forma un imbuto poiché tutti i presenti, siano essi in attesa di informazioni, di provvedere al pagamento o di ritirare il modello F24, devono passare dalla solita entrata. Chi prova timidamente a sopravanzare la coda, spiegando che deve solo prendere un foglio, fa i conti con l'esasperazione di chi è in fila da quasi due ore. Eppure sarebbe bastato un semplice smistamento iniziale tra le varie categorie di utenza per rendere più efficaci le operazioni a vantaggio di tutti. Così invece la pazienza dei presenti è messa a dura prova. Anche perché chi esce dal corridoio dopo il proprio turno rivela che all'interno c'è un solo sportello per il pagamento della Tari.
Rebus esenzioni e centralini in tilt. Domandiamo a una signora se debba pagare la prima rata della Tari. «Macché - risponde seccata - sono qui per litigare». Fa parte di una di quelle 1800 famiglie che pensavano di avere diritto all'esenzione, poi eliminata con un atto di giunta, e infine tornata in ballo con la discussione in consiglio comunale. Ma senza un provvedimento che la ripristini, tutti coloro che hanno ricevuto il modello F24 devono pagare, per poi ottenere eventualmente un rimborso. C'è allora chi decide di affidarsi al pagamento in un'unica soluzione, con la speranza che intanto venga ufficializzata l'esenzione. Ieri in tanti hanno provato a chiedere informazioni al riguardo al numero verde di Aamps, invano: per buona parte della giornata le linee sono rimaste irraggiungibili.
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