Gioco
Don Carlo se la cava con un’ammonizione
Il vescovo contesta al parroco di San Simone la ribellione: la smetta e vada a Santa Caterina
LIVORNO. Le parole non sono tenere – «fatti deplorevoli», «pubblico scandalo», «eccitare una comunità alla disobbedienza» e «triste storia» – ma alla fine don Carlo Certosino, il parroco di S. Simone ad Ardenza che ha contestato il trasferimento alla parrocchia di S. Caterina, in Venezia, se la è cavata con una «paterna ammonizione»: insomma il sacerdote deve desistere dal suo atteggiamento e accettare il trasferimento dal prossimo primo luglio.
Ecco il sunto del provvedimento firmato dal vicario giudiziale del vescovo, don Alberto Vanzi, che in questo modo vuol mettere la parola fine sulla violenta polemica nata per il trasferimento del sacerdote, con tanto di violenta contestazione - e offese durante la messa - a don Ivano Costa, vicario generale del vescovo, monsignor Simone Giusti, quando è andato a San Simone ad annunciare il trasferimento del parroco.
Il comunicato stampa in proposito ripercorre tutte le tappe della vicenda, ricordando anche che «esortare una comunità alla disobbedienza dinanzi ad una decisione del vescovo è, per la disciplina canonica, un delitto». In ogni caso - si spiega ancora - il vescovo ha chiesto a don Carlo di «porre fine a questo comportamento» , cosa che - si rileva - arriva con un provvedimento «ammonitivo e non punitivo» dato che «il vescovo, in modo paterno, chiede a don Carlo di desistere» dal suo comportamento. Si ricorda infatti che il parroco che «nelle celebrazioni eucaristiche festive del 2 e 3 maggio al posto dell’omelia, don Carlo ha esortato i fedeli ad assumere atteggiamenti di disobbedienza e ribellione», aggiungendo che durante la contestazione al vicario generale «don Carlo non ha fatto niente per fermare queste persone».
Sulla questione delle dimissioni post datate, si spiega che «sono peraltro conformi alla prassi canonica», ma soprattutto che furono accettate dal vescovo lo scorso anno semplicemente per far maturare a don Carlo la decisione del vescovo di trasferirlo in un altra parrocchia, dopo che «monsignor Simone Giusti ha accolto paternamente la supplica di don Carlo di restare ancora un anno in parrocchia».
In ogni caso il documento si conclude ricordando che don Carlo dal 30 giugno dovrà lasciare San Simone per presentarsi, dal primo luglio, a Santa Caterina, «non oltre la sopracitata data», e si auspiche che il provvedimento notificato a don Carlo «metta fine a questi episodi che certo non costruiscono la comunione ecclesiale».
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