Il Tirreno

Livorno

«Così un nostro autista ha danneggiato un bus»

«Così un nostro autista ha danneggiato un bus»

Procedimento disciplinare per il presunto sabotaggio di un mezzo extraurbano mentre i lavoratori preparano la denuncia contro Zavanella: «Ci ha diffamati»

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LIVORNO. Il Ctt si prepara a firmare un provvedimento disciplinare nei confronti di un autista ritenuto responsabile di alcuni danneggiamenti a un bus extraurbano. Mentre un gruppo di lavoratori ha iniziato a raccogliere le quote per denunciare per diffamazione il presidente Andrea Zavanella.

Non si allenta la tensione all’interno del Ctt. Da una parte c’è l’inchiesta della Procura che ha portato al sequestro di una decina di mezzi (compresi sei scuolabus) e che al momento coinvolge rappresentanti del Ctt, della Motorizzazione e di ditte private (a quanto risulta si indaga per falso, attentato alla sicurezza dei trasporti e corruzione). Dall’altra c’è il procedimento interno aperto dai vertici dell’azienda, che due giorni fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri (gli atti sono poi stati trasmessi alla Procura) contro presunti sabotaggi ai mezzi.

La denuncia, sporta contro ignoti, è accompagnata dalla foto del serbatoio svuotato del liquido dei freni di uno scuolabus. Tutto mentre emergono nuovi dettagli sul procedimento disciplinare aperto nei confronti di un autista: in questo caso sotto i riflettori dell’azienda c’è il presunto danneggiamento di pulsanti e spie di un bus che fa servizio tra Livorno e Cecina. Il fatti risalgono al mese scorso. «L’autista – riferisce Zavanella – lamentava spesso il malfunzionamento delle dotazioni di uno dei bus tra i più nuovi: diceva che le spie non funzionavano, che il mezzo aveva problemi». Con conseguenti rientri in officina. «Alla fine – riprende – dopo una discussione con i tecnici dell’officina, l’autista è uscito per prestare servizio con il mezzo e quando è rientrato le spie non funzionavano più davvero, ma perché erano state spaccate». «L’azienda – riferisce Zavanella – ha chiesto una consulenza per dimostrare che quelle spie non erano difettose ma erano state danneggiate. Quindi ha aperto un procedimento disciplinare che dovrebbe chiudersi a breve».

«Quello che ho voluto rappresentare in questi giorni – chiosa poi Zavanella – è un clima sgradevole. Tra l’inchiesta e questi problemi diventa difficile lavorare. Facciamo fatica a uscire dall’emergenza: speriamo di ottenere presto il dissequestro dei mezzi, altrimenti i disagi rischiano di continuare in città e in provincia».

Ma le parole pronunciate in questi giorni dal presidente hanno scatenato moltissime polemiche tra i rappresentanti sindacali e i lavoratori, che si sono sentiti diffamati. Ieri in azienda e sui social circolava un volantino a firma di sei lavoratori dal titolo “denunciamo Zavanella”. «Informiamo tutti i lavoratori – si legge – che in merito alle affermazioni del presidente abbiamo consultato il legale cui fa riferimento il Coordinamento dei lavoratori e delle lavoratrici livornesi, che ci ha confermato che sussiste la diffamazione nei confronti dei lavoratori e vi sono gli estremi per adire le vie legali». Sono partite le adesioni con una quota di 10 euro a lavoratore. «Tuteliamo – conclude la nota – la nostra dignità».

(j.g.)

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