Il Tirreno

Livorno

Trattativa Cooplat-Aamps Servizio di nuovo in bilico

di Juna Goti

La gara provvisoria per lo spazzamento si è chiusa senza offerte e ieri è scaduta l’ultima proroga. Lunedì l’incontro chiave. Sullo sfondo c’è l’internalizzazione

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LIVORNO. I termini per presentare l’offerta alla gara per l’affidamento provvisorio dello spazzamento delle strade sono scaduti, ma alla fine nessuno si è fatto avanti. Neppure Cooplat, che proprio ieri ha terminato il periodo di gestione, in proroga, del servizio. Così ora tra Aamps e la cooperativa è in corso una delicatissima trattativa per scongiurare uno stop dello spazzamento che sarebbe dannoso lavoratori e città.

A lanciare l’allarme è stato il segretario della Uiltrasporti, Claudio Sodano, che ieri ha scritto all’Aamps, al Comune e anche alla prefettura. «Ricordando che l'ennesima proroga dell'affidamento a Cooplat dei servizi di spazzamento manuale scade oggi – si legge nella nota datata 15 maggio – e dato che ci risulta che la stessa Cooplat non abbia manifestato interesse alla nuova gara per l'appalto temporaneo del servizio in attesa del conferimento del medesimo alla Newco Reti Ambiente SpA, chiediamo se corrisponda a verità che nessuna altra impresa si è candidata alla gara». In questo caso «chiediamo come Aamps intenda dare continuità al servizio, assicurando nel contempo la continuità occupazionale», pronti a «mobilitare la categoria rivendicando l'immediata internalizzazione del servizio e dei lavoratori storicamente addetti».

Cosa sta succedendo? Ieri pomeriggio, contattati dal Tirreno, i vertici di Aamps hanno gettato acqua sul fuoco e spiegato che Cooplat ha già chiesto di incontrarli lunedì.

La situazione è questa: sul sito della partecipata (che è tutta di proprietà del Comune) è stato pubblicato il famoso bando per affidare lo spazzamento delle strade per un anno, con possibile proroga di altri due. I termini per la presentazione delle offerte scadranno a fine maggio, ma considerando i tempi tecnici necessari, fino a settembre non ci sarà l’eventuale nuovo gestore. Così, nel frattempo, dopo mesi di spazzamento a suon di proroghe, l’ex municipalizzata aveva deciso di pubblicare un bando intermedio per affidare lo spazzamento in via provvisoria, per quattro mesi. Base d’asta circa 1.300.000 euro, con la doppia clausola del contratto nazionale e del mantenimento dei 74 operatori. All’inizio ci sono state quattro manifestazioni di interesse, ma solo Cooplat aveva i requisiti tecnici necessari. Alla scadenza dei termini (il 12 maggio) non ha però formalizzato l’offerta.

Perché? Non è un mistero che Cooplat vanti nei confronti di Aamps un credito che supera i 5 milioni di euro e a quanto è dato sapere la cooperativa, per andare avanti, avrebbe chiesto garanzie di ferro sui pagamenti. Intanto assicurerà il servizio (anche se la proroga è scaduta) fino a lunedì, quando è previsto l’incontro in Aamps.

Ieri i vertici dell’ex municipalizzata parlavano di segnali positivi in vista del faccia a faccia: perché è stata Cooplat a richiederlo e perché la stessa Cooplat si starebbe già muovendo per partecipare alla gara definitiva dello spazzamento.

Ma se lunedì la trattativa saltasse? I disservizi per la città sarebbero inevitabili. Per scongiurare il caos Aamps starebbe comunque cercando di organizzare una gestione diretta delle attività. Tutto tenendo sempre presente che il nuovo presidente del Cda, Aldo Iacomelli, proprio pochi giorni fa ha confermato in commissione consiliare di voler arrivare nel medio periodo a una reinternalizzazione del servizio di spazzamento, cercando di salvaguardare la forza lavoro. Intanto, lunedì, si troverà a gestire la prima emergenza pratica.

Dalla Cgil dicono di «confidare nel senso di responsabilità di tutti, per i lavoratori e per la città». «Siamo convinti – interviene Giovanni Golino – che si troverà una soluzione, garantendo che non saranno persi posti di lavoro e che sarà difeso il contratto di categoria. Sia che ci sia l’affidamento a un soggetto imprenditoriale, sia che si arrivi a una reinternalizzazione, come per primi abbiamo chiesto».

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