Gioco
Seduta sospesa, bilancio Casalp al palo
I sindaci della provincia chiedono l’intervento della Regione e attaccano la Dhimgjini. Lei replica: «Fanno campagna elettorale»
LIVORNO. Il 3 ottobre dell’anno scorso gli assessori alla casa dei Comuni della provincia si alzarono in blocco dall’aula consiliare e lasciarono Ina Dhimgjini a votare da sola il bando di selezione del nuovo presidente Casalp. L’altro ieri - otto mesi dopo quell’episodio - è stata l’assessore livornese ad alzarsi e sospendere la seduta dell’assemblea di Casalp che doveva approvare il bilancio 2014.
E così sulla società che gestisce le case popolari da Livorno fino a Portoferraio, tornano ad accendersi le scintille. Ma soprattutto, al di là di Casalp, una cosa emerge con chiarezza: la difficoltà di rapporti che si è creata tra l’amministrazione livornese e gli altri comuni.
Seduta sospesa. Basta vedere i fatti per capire che dietro questa ennesima lite c’è ben altro in sottofondo. Eccoli: all’assemblea per l’approvazione del bilancio di Casalp, l’assessore alla casa Dhimgjini (in rappresentanza del sindaco) si presenta insieme all’assessore alle partecipate Gianni Lemmetti. Gli altri Comuni non gradiscono né la presenza («senza invito», dicono) di Lemmetti, né il suo intervento che contesta che il bilancio 2014 porti in calce il nome di Stefano Taddia (presidente Casalp in quel periodo). Fatto sta che si accende una lunga discussione e dopo un’ora la Dhimgjini decide di sospendere la seduta, rimandare tutti a casa e soprattutto rinviare l’approvazione del bilancio.
I sindaci: «Intervenga la Regione». «Il risultato - accusa l’assessore alla casa del Comune di Collesalvetti, Donatella Fantozzi - è che così facendo Casalp si ferma, fermiamo le assegnazioni, gli interventi di manutenzione, gli uffici restano bloccati».
Come Fantozzi, la pensano anche i sindaci della provincia, i quali ieri in un duro documento sono arrivati a chiedere un intervento della Regione «affinchè siano trovate soluzioni tempestive finalizzate a rendere operativa la struttura».
«Oltretutto - accusano - bloccare ulteriormente le attività così importanti di Casalp e del Lode significa mettere a repentaglio seriamente la stabilità del suo cda, appena insediato, le attività della presidente e, non ultime, la loro serietà e quella del collegio dei sindaci revisori i quali all'unanimità avevano già espresso parere favorevole all'approvazione del bilancio».
«Dhimgjini delegittimata». Nella stessa nota i sindaci degli altri comuni livornesi attaccano duramente l’assessore livornese: «Ha dimostrato di non tollerare il confronto democratico cadendo, come di solito fa, nella reazione inconsulta e di basso stile». E poi ne mettono in dubbio l’autorevolezza: «Ci chiediamo - scrivono - se l'assessora livornese non sia stata di fatto delegittimata dal suo stesso sindaco».
«Io faccio l’assessore, loro la campagna elettorale». La Dhimgjini risponde rimandando al mittente ogni accusa: «Io non sono in campagna elettorale, voglio fare altro nella vita: lavorare bene - dice -. Facciano la campagna elettorale a Colle, Piombino o Capraia che sia. Un atteggiamento del genere non lo condivido, mi limito a fare assessore alla casa».
Sulla decisione di sospendere la seduta, l’assessore livornese non ha dubbi: «Gli animi erano surriscaldati, non potevo che chiedere la sospensione - racconta -. Per quanto riguarda Lemmetti, gli ho chiesto io di venire, il Comune più grande può invitare a partecipare il suo assessore alle partecipate, non ci vedo niente di male».
Ce l’ha in particolare con Collesalvetti, la Dhimgjini. Perché è stata proprio Donatella Fantozzi a opporsi con forza all’intervento di Lemmetti. «Il dibattito sul bilancio? Per me non era neanche iniziato - continua Dhimgjini -. Ho intuito che il Comune di Collesalvetti era fermo sul punto e siccome l’ordine del giorno era cambiato, ho ritenuto necessario riprendere quando ci sarà chiarezza. Al bilancio, ripeto, non ci siamo neanche arrivati: appena Lemmetti ha fatto il suo rilievo, Collesalvetti e gli altri si sono fermati. Peccato, eravamo riusciti a trovare un dialogo, ma Collesalvetti continua nell'ostruzionismo e nella campagna elettorale. Hai voglia a far capire che il Comune di Livorno ha la maggioranza. Tanto non ascoltano e continuano a battibeccare su aspetti irrilevanti. Mentre noi siamo dediti e impegnati verso la casa e le sue problematiche».
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