Toscana
Maxi-Darsena, ecco il dossier che il sindaco ha contestato
Nogarin all’attacco su costi e scrupolosità scientifica delle quasi 200 pagine Palazzo Rosciano: senza espansione Livorno precipiterà al 2% del mercato
LIVORNO. Il dossier di Ocean Shippung Consultants, uno dei principali team di consulenti a livello mondiale sul fronte della portualità, è stato al centro di un duro scontro nell’ultimo comitato portuale: il sindaco Nogarin ha puntato a demolirne la credibilità scientifica. Il sindaco M5S livornese ha puntato il dito contro, ad esempio, il fatto che lo studio è costato «circa 190mila euro, cioè da due a cinque volte più di altre ricerche di questo tipo» e ha contestato l'affidabilità delle stime statistiche. Tuttavia, seppur con tutti i limiti del caso, è stato proprio Nogarin a sottolineare che da quello studio si evince l’esigenza assoluta di prevedere fondali a meno 18 metri altrimenti la cosa non sarebbe stata appetibile né per gli operatori né per le banche finanziatrici.
In risposta alle richieste dei lettori pubblichiamo su www.iltirreno.it il testo completo dello studio (in lingua inglese): l’ha fatto anche l’Authority sul proprio sito web.
In realtà, come abbiamo ripetuto in questi giorni anticipando il dossier, Ocean Shipping Consultants - che fa parte del gruppo di Royal Haskoning Dhv – lancia un ultimatum assai più imperativo rispetto all’invito-raccomandazione di mettere nel conto fondali più profondi: riguarda i tempi. E soprattutto quel che accadrebbe se il porto di Livorno non si espandesse a mare con la nuova maxi-Darsena progettata. Le previsioni dell’équipe guidata da Andrew Penfold indica che se il porto labronico resta nell’assetto attuale comunque fino al 2019 dovrebbe crescere fino a 730-770mila teu sulla spinta d’un incremento diffuso dei traffici, dunque toccando i record del 2007-2008 prima dello scoppio della crisi, ma successivamente in soli tre anni la movimentazione dei contenitori dimezzerebbe, scendendo poi al di sotto dei 300mila nel 2025.
Nel decennio successivo il declino taglierebbe ancora a metà l’arrivo dei container fino a risultare, nelle previsioni, inferiori ai 200mila teu già nel 2030 e attorno ai 140mila teu nel 2035. Mentre però le previsioni in fatto di container per i traffici marittimi nell’Alto Tirreno parlando di una crescita con raddoppio dai 4,7 milioni di teu di adesso fino a 8-9 milioni di teu fra vent’anni (passando dai 5,7-6,2 milioni nel 2020 ai 6,4-7,0 milioni nel 2025).
Al contrario, la potenzialità di incremento stimato in caso di realizzazione della maxi-Darsena indica per Livorno la possibilità di passare dallo standard attuale (580mila teu) a quasi 2,7 milioni nel giro di vent’anni.
Gli scenari prospettati dalla ricerca di Ocean Shipping Consultants guardano a tre orizzonti possibili: l’uno è quello base (e prevede una crescita continuata nel periodo 2015-2019) ma sono presi in esame anche quello “basso” (con una instabilità cronicizzata che vede la ripresa svilupparsi in modo più debole) e quello “alto” (che invece immagina tassi di crescita più veloci).
Occhi puntati su tre tipologie di mercato: la “fetta” del mercato regionale-nazionale, la quota del mercato internazionale e la percentuale di transhipment. Quanto al primo, viene previsto un incremento che, dopo aver toccato il 20% entro il 2021 dovrebbe poi raggiungere il 28% 14 anni più tardi (passando dal 23% nel 2025 e dal 25% nel 2030). L’impennata più consistente è stimata sul fronte dei traffici internazionali: 20% entro il 2021, ma con un balzo di quasi dieci punti percentuali ogni cinque anni fino a rappresentare il 50% nel 2035. In fatto di trasbordi, l’espansione più modesta: 17% nel 2021, 18% nel 2025, 20% nel 2035.
L’Authority coglie la palla al balzo per sottolineare che «senza la Piattaforma Europa», la quota di cargo nel porto di Livorno «continuerà a calare, passando dall’attuale 13,8% al 5% nel 2025, sin quasi ad azzerarsi nel 2035, quando a Livorno verrà movimentato appena il 2% del traffico complessivamente movimentato nell’Alto Tirreno». Aggiungendo poi: si tratterebbe di «una estinzione vera e propria».
Quanto ai fondali, è vero che lo studio insiste a mettere in guardia dal rischio di ripetere quel che è accaduto in Darsena Toscana, dove non solo i fondali ma anche l’imbasamento delle banchine è a meno 13 metri e dunque non si può escavare oltre. Ben vengano fondali a meno 18 (anche se non si affronta il problema di dove sversare i milioni di metri cubi in più di detriti).
Ma dall’analisi dell’incremento dimensionale delle flotte emerge anche che il gigantismo non riguarda solo il pescaggio (cosa ben nota a tutti) ma anche la larghezza della nave. E questo significa che non solo i fondali ma anche la larghezza del canale di accesso è una strozzatura.
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