Gioco
Manomessi altri mezzi Tre episodi nel mirino
Il presidente denuncia: «A un autobus è stata sabotata la parte dei pulsanti e c’è già un provvedimento disciplinare in corso verso un nostro autista»
LIVORNO. I sabotaggi di mezzi Ctt denunciati dall’azienda sarebbero due e ci sono sospetti anche su un terzo caso successo all’Elba. Il tornado Ctt che sta travolgendo dall’interno l’azienda del trasporto non accenna a placarsi. All’episodio del serbatoio dell’olio dei freni dello scuolabus svuotato, denunciato ieri dal presidente Andrea Zavanella, se ne aggiunge un altro che riguarda Livorno: un bus a cui un mesetto fa è stata manomessa la pulsanteria. Caso per cui, come rivela Zavanella, è già in corso un provvedimento disciplinare ai danni di un autista. Ma non è tutto: ci sono sospetti anche su due bus fermi all’isola d’Elba: i sedili sono stati danneggiati in maniera così importante da non essere più riparabili. Ma in questo caso, non è escluso che il danno possa essere opera degli utenti, come osserva lo stesso presidente Ctt. Su una cosa non ci sono dubbi: «Così non si può andare avanti».
Tutto quella notte. Quando lo scuolabus Ctt, secondo l’azienda oggetto di sabotaggio, è stato parcheggiato nel deposito di via Meyer, già sottoposto ai controlli di routine e quindi pronto per essere riutilizzato l’indomani, erano le 20. «Alle 8 il nostro autista l’ha preso per iniziare la corsa e ha trovato il serbatoio dell’olio aperto: per terra non c’era neanche una goccia. E sotto la vettura non c’era niente, né tracce di olio né altro: tutto era “pulito”. Siamo di fronte a un’evidente manomissione», osserva Zavanella, che ha già presentato una denuncia alle forze dell’ordine, corredata di foto, in cui è spiegato per filo e per segno. Ma non è tutto: le prime persone hanno fatto ingresso nel deposito alle 6.30, quindi secondo le prime ricostruzioni fatte dall’azienda, il sabotaggio (ai danni di una macchina non oggetto di sequestro) si sarebbe verificato nell’arco temporale che va dalle 20 alle 6.30 dell’indomani. Era martedì scorso. Poche ore dopo, è arrivata l’ispezione degli agenti della polstrada e dei carabinieri che si è concentrata proprio sugli scuolabus. «Per fortuna l’autista s’è accorto in tempo della situazione - riflette Zavanella - e di questo voglio ringraziare lui e il personale che poi ha lavorato per sistemare le cose. Atti del genere sono criminali: non si può pensare di mettere a rischio la vita delle persone. Noi il giorno dopo abbiamo dovuto chiamare le famiglie per dire loro che il servizio era sospeso: è stata una cosa terribile».
Pulsanti manomessi: autista nell’occhio del ciclone. Il sabotaggio dell’olio dei freni ha un precedente: qualche settimana fa uno dei venti bus nuovi è stato preso di mira. E secondo quanto accertato e denunciato dall’azienda, è stata manomessa la parte dove ci sono i pulsanti. Un danno grosso e insopportabile agli occhi di Zavanella: «Abbiamo individuato un autista che secondo noi sarebbe il responsabile».
Sedili rotti all’Elba. A due bus attivi sull’isola sono stati sradicati i sedili e non è la prima volta che succede. E non sarà possibile riparare le vetture prima di un tempo molto lungo. Il nuovo danno solleva dei dubbi nei vertici dell’azienda, visto il clima che si respira in questi giorni. «Ma può darsi che a romperli siano stati gli utenti», dice Zavanella. E piove sul bagnato.(l.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
