Toscana
M5S: si studi il modo per uscire dalla Ctt (ma il sindaco frena)
Dibattito in consiglio comunale sul futuro dell’azienda Cannito: Nogarin dica se si può tornare a gestire in proprio
LIVORNO. Da una parte i consiglieri del Movimento 5 Stelle molto critici nei confronti di Ctt e della gestione privata del trasporto pubblico, che chiedono il ritorno a una municipalizzata. Dall’altra il sindaco Filippo Nogarin, che sottolinea più volte, con cautela politica, che va fatta un’attenta valutazione prima di qualsiasi decisione. «Siamo dentro un percorso», dice il sindaco.
Un dibattito acceso quello su Ctt che giovedì pomeriggio ha animato il Consiglio comunale. Se da un lato l’assemblea s’è soffermata in parte sui problemi che in questi giorni stanno flagellando la Ctt, dall’altro la parte più intensa della discussione politica ha riguardato l’opportunità o non di tornare a gestire il trasporto locale in house. Duro il consigliere Edoardo Marchetti (5 Stelle) che interviene nel dibattito sull’eventuale ripristino (proposto da Marco Cannito di Città diversa e poi bocciato dal Consiglio) del contributo pubblico al trasporto: «Siamo sicuri che questa azienda abbia la capacità e anche la serenità di portare avanti le nostre linee, nonostante il blocco dei mezzi le ispezioni e tutti i problemi? Io ho seri dubbi anche solo a relazionarmi con una società nell’occhio del ciclone. Sareste tranquilli a investire le vostre tasse in una società al centro di questi eventi, che sono di una gravità assoluta? Io no: lo vedrei come mettermi al fianco di qualcosa che al momento non è chiaro». Il consigliere Valter Sarais (5 Stelle) rincara la dose dicendo che «ci sono gli estremi per chiedere i danni. È regolare che una cittadinanza debba pagare i disservizi che offre un’azienda che aveva come mandato di portare efficienza, vista la privatizzazione?». Poi il consigliere legge un lungo elenco di incarichi (una ventina) rivestiti dall’amministratore delegato di Ctt Alberto Banci, somma di ruoli che a suo avviso solleva dubbi sull’origine della «cattiva gestione di Ctt perché forse lui non ha tempo di seguire tutto». E aggiunge: «Secondo me un briciolino conflitti di interesse ci può essere. Ma allora perché i cittadini devono pagare questi disservizi?».
Richiama tutti alla cautela Nogarin: «Non ci dobbiamo lasciare andare a delle pulsioni dettate dall’umore, ma dobbiamo basarci su dati concreti per poter fare strategie che siano in linea con il mandato: vi chiedo quindi di avere atteggiamento cauto e accorto. Un grosso lavoro è stato fatto in questi mesi: ho incontrato in più occasioni i sindacati e abbiamo fatto il punto sullo statuto dell’azienda perché uno dei punti chiave della Ctt è legato alla statuto della stessa e al rapporto che lega i soci pubblici con il socio privato. Anche quella che avete definito exit strategy, che è al vaglio degli uffici, è in funzione anche di ciò che è scritto nello statuto stesso. Va capito quindi se c’è possibilità di avere un trasporto pubblico autonomo come Comune di Livorno o se dobbiamo rimanere in Ctt, con i criteri però di tutela lavoratori e qualità del servizio».
Il Consiglio ha poi votato a favore della mozione di Cannito che ha chiesto al sindaco di riferire se sia possibile tornare a una gestione urbana del servizio nella prossima assemblea. Sì anche alla mozione Daniele Esposito (5 Stelle) sul potenziamento dell’ufficio Mobilità.(l.l.)
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