Toscana
«Ripristinate le esenzioni Tari»
Il consiglio comunale stoppa la giunta e vota all’unanimità il ritiro degli atti. Il rischio di un pasticcio
LIVORNO. Esenzioni Tari ripristinate per le famiglie a basso reddito, che sono circa 1800. E si va verso la sospensione del pagamento, decisione che dovrà essere ratificata anche alla svelta, considerando che lunedì prossimo, 18 maggio, scadranno i termini per il pagamento della prima rata detta tassa sui rifiuti.
La Giunta propone, il Consiglio dispone. Il capitolo Tari ed esenzioni ha visto la squadra di Nogarin protagonista di una clamorosa marcia indietro, oltre che a una non bella figura. Bocciata dal Consiglio comunale che, all’unanimità, ha votato il ritiro degli atti con cui la stessa Giunta aveva eliminato, a varie riprese, circa 400mila euro destinati all’esenzione dal pagamento della tassa sulla spazzatura per famiglie più in difficoltà. Il nocciolo della questione, che ieri pomeriggio ha monopolizzato buona parte del dibattito in Consiglio comunale, ruota intorno al fatto che l’Esecutivo, tagliando quelle risorse, ha preso una decisione su una materia che è prerogativa dell’assemblea elettiva.
Eppure quei provvedimenti hanno già avuto conseguenze pratiche, se si pensa che nei giorni scorsi a quelle famiglie, che credevano di essere esenti, sono stati inviati i bollettini con i rispettivi importi (250 euro di media).
Un bel pasticcio che è stato risolto anche grazie all’intervento della presidente del Consiglio comunale, Giovanna Cepparello, che ieri per la prima volta, è intervenuta nel corso del dibattito, chiedendo spiegazioni prima all’assessore Gianni Lemmetti e poi al segretario generale del Comune, Giuseppe Ascione. Sono stati loro due a chiarire tecnicamente la situazione. «La decisione della Giunta va ritirata», è stata la sentenza senza appello di Ascione. Lemmetti inoltre ha chiarito anche un altro aspetto: «Ad oggi nei documenti di bilancio il capitolo agevolazioni Tari è ancora presente. Nella decisione di Giunta c’era l’ipotesi di spostarlo ma la cancellazione definitiva deve ancora avvenire perché la decisione spetta al Consiglio».
E infatti, così è stato. Il problema è stato sollevato dalla consigliera di Forza Italia, Elisa Amato, che ha presentato un atto di indirizzo in cui ha chiesto di recuperare le risorse per permettere a quelle famiglie di usufruire dell’esenzione. Dopo un’ampia discussione, l’atto dell’Amato è stato integrato con un emendamento del consigliere di Città diversa, Marco Cannito, e con la richiesta del ritiro della decisione di Giunta. Nell’atto votato, con 27 sì, i consiglieri chiedono anche di individuare le risorse necessarie per il finanziamento del contributo in conto affitto e la sospensione del pagamento della Tari per le 1800 famiglie, more comprese, in attesa della emissione del bando.
E qui si apre un altro punto interrogativo: non è detto infatti che gli aventi diritto alle agevolazioni dello scorso anno siano gli stessi dello scorso anno. Un dubbio che sarà chiarito dal bando che però deve ancora essere reso noto.
Come sottolineato dall’assessora al sociale, Ina Dhimgjini, la Giunta si è impegnata a trovare una soluzione per salvare entrambi i contributi, sia quello dell’esenzione Tari sia quello relativo all’affitto.
Una decisione, quella della Giunta, legata al costo del servizio dei rifiuti che è lievitato di 4 milioni e duecentomila euro nel 2015 rispetto allo scorso anno. Non solo. Quei soldi erano stati eliminati dall’amministrazione in favore del contributo in conto affitto per le famiglie in difficoltà. E questo apre una nuova falla: sarà infatti necessario inventare qualcosa per ripescare quei contributi, ma chissà da dove. L’amministrazione, del resto, si ritrova a fare i conti con i tagli agli enti locali, come più volte nel corso del consiglio comunale ha sottolineato il sindaco Filippo Nogarin. «Non possiamo ignorare le decurtazioni a cui ci ha sottoposto il Governo», ha detto il sindaco. Riflessione che il capogruppo del Pd Marco Ruggeri non ha fatto cadere nel vuoto: «I tagli ci sono sempre stati e noi ci abbiamo sempre fatto i conti, ma non per questo abbiamo penalizzato il Sociale».
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