Gioco
Officina dello sport, convenzione a rischio
Il sindaco: «Accordo non rispettato, abbiamo dato mandato all’avvocatura di valutare se è possibile sciogliere l’accordo»
LIVORNO. «La compagine sociale di Officina dello sport è cambiata e di questo non è stato avvertito il Comune, cosa che invece doveva essere formalizzata secondo gli accordi. È per questo che stiamo facendo degli approfondimenti di legge: abbiamo dato mandato all’avvocatura civica per capire tutte le implicazioni, compresa anche quella di sciogliere la convenzione stessa».
Rischia di affogare la convenzione tra Officina dello sport (Ods) e Comune sulle piscine: l’accordo potrebbe saltare perché il cambio societario dell’ente gestore degli impianti non è stato comunicato al Comune, e il patto è stato quindi violato. Una mancanza che sembra formale, ma che in realtà ha conseguenze sostanziali importanti, soprattutto per i lavoratori, e che si aggiunge alla bufera che ha travolto le tre strutture della Bastia e di via dei Pensieri, sotto inchiesta della magistratura.
Un annuncio che è stato fatto ieri pomeriggio dal sindaco Filippo Nogarin, nel corso di un consiglio comunale complesso in cui il tema piscine è stato affrontato in un botta e risposta tra il primo cittadino e Marco Cannito (Città diversa) con l’intervento anche di Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno), Marco Ruggeri (Pd), Elisa Amato (FI) e Giuseppe Grillotti, capogruppo dei 5 Stelle. Il sindaco ha spiegato che ad avvisarlo del cambio societario è stata l’assessora al lavoro Francesca Martini: «La conformazione sociale di Ods, che ha sottoscritto con il Comune di Livorno la convenzione, è cambiata, nel senso che i soci sono mutati nelle loro dinamiche interne, e di questo non è stata fatta comunicazione al Comune. Questa cosa che non mi è piaciuta. Gli uffici tecnici sono ora al lavoro per ricostruire tutto il quadro della situazione. Attualmente non sono grado perché la valutazione è in itinere da parte degli uffici. Appena possibile, farò una comunicazione, che poi renderò ufficiale nel prossimo consiglio».
Pioggia di guai sulla piscine, ma anche qualche segnale positivo nelle parole del sindaco: «Qualche passo in avanti però è stato fatto perché dei lavoratori licenziati, che sono sei, tre sono stati reintegrati e so che c’è un dibattito in corso per l’eventuale reintegro degli altri tre. Io ho manifestato preoccupazione però ho un certo ottimismo per il risultato positivo della questione».
L’intervento del sindaco scaturisce da un atto di indirizzo urgente che ieri in consiglio comunale è stato presentato da Cannito a nome di tutti i capigruppo, che hanno chiesto a Nogarin di fare un punto della situazione. «Vogliamo sapere da una parte a che punto sono i licenziamenti, che sono legati non solo alla crisi ma anche a ragioni di altra natura, che prima o poi però dovranno venire fuori; dall’altra chiediamo di valutare seriamente la possibilità di procedere alla risoluzione della convenzione. A questo, sulla base quello che è avvenuto e visto l’atto urgente, chiedo risposta immediata».
Andrea Raspanti pone l’accento sul problema dei licenziamenti a fronte di un investimento enorme: «Siamo di fronte a una situazione di inaccettabilità politica prima ancora che legale, perché per ogni milione di euro investito dal Comune ci si ritrova un lavoratore a casa. La prospettiva del reintegro dei tre, del resto, c’era già dall’inizio, come parte di un programma della società». Sulla stessa linea anche Marco Ruggeri, capogruppo del Pd: «Prima di ogni altra cosa bisogna risolvere la questione occupazionale». La proposta di Grillotti invece è stata quella di “scorporare” la convenzione e gestire in proprio al livello comunale una parte degli impianti.
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