La protesta
«Collaudo impianti in corso» ma il rimborso è stato erogato
LIVORNO. Le piscine sono sotto esame dei tecnici del Comune che le stanno collaudando, ma i soldi per i lavori di ristrutturazione, oltre 4,2 milioni di euro, sono stati già erogati ad Officina dello...
LIVORNO. Le piscine sono sotto esame dei tecnici del Comune che le stanno collaudando, ma i soldi per i lavori di ristrutturazione, oltre 4,2 milioni di euro, sono stati già erogati ad Officina dello sport srl da parte dell’amministrazione in quattro diverse tranche, l’ultima saldata alla fine di dicembre. Possibile? Sì.
Eppure nell’allegato alla delibera del 21 maggio dell’anno scorso con la quale la giunta Cosimi ha deciso di investire soldi pubblici sulle piscine nonostante i lavori - per convenzione - dovessero essere sulle spalle della concessionaria, si faceva riferimento a controlli costanti e una sorveglianza assidua sulle varie fasi del procedimento.
Possibile - ci domandiamo adesso - che nessuno in questi mesi si sia accorto di possibili incongruenze tra il progetto iniziale e quello effettivamente realizzato all’interno del complesso Camalich-Neri e della Bastia.
Ma per andare a verificare che cosa dovrebbe essere stato fatto in questi da parte del comune per garantire l’ottimale risultato degli interventi è necessario andare a leggere l’allegato al documento. «Officina dello sport - si legge - accetta tale affidamento garantendo fra l’altro e in particolare: l’assoluto rispetto delle normative pubbliche per gli appalti, la loro esecuzione al più presto possibile e a perfetta regola d’arte».
Di contro il Comune «garantisce la più ampia collaborazione con i propri uffici». A tal fine «il dirigente incaricato avrà cura di sorvegliare per conto dell’amministrazione le varie fasi del procedimento».
Gli uffici che dovrebbero aver controllato sono quelli che fanno riferimento all’unità operativa impianti e manutenzione.
A leggere il contratto firmato da Comune e Officina, dal 21 maggio ad oggi, l’amministrazione aveva la possibilità «di far eseguire, in qualsiasi momento, ispezioni o visite di controllo al fine di accertare la regolare esecuzione dei lavori, la rispondenza degli stessi alle previsioni progettuali, così come di effettuare tutte le misurazioni e le verifiche che riterrà opportuno». È stato fatto? Quante volte? E se sì, quali sono i risultati?
Ma non è tutto, perché dopo una procedura opaca per l’assegnazione degli impianti, una convenzione i cui costi degli interventi sono poi ricaduti sui cittadini, ecco che ora si scopre che anche durante i lavori, nonostante il contratto, o non c’è stato un controllo costante, oppure chi ha controllato ha dato per buono il risultato degli interventi ora al vaglio degli investigatori. Anche perché l’obiettivo degli interventi indicati dal Comune era, nonostante tutto chiaro: «i lavori dovranno essere eseguiti a regola d’arte in conformità degli elaborati progettuali approvati».
Una clausola che se non fosse stata rispettata dal concessionario poteva portare - come si legge nel contratto - al decadere della convenzione stipulata dalle parti e che ad oggi, scadrebbe nel 2027. @fedelazzotti
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