Il Tirreno

Livorno

Authority, resta Gallanti Commissario per 6 mesi

di Mauro Zucchelli
Authority, resta Gallanti Commissario per 6 mesi

Dalla conferma di Guerrieri a Piombino il segnale che la strada era in discesa Sembra chiudersi il canale di dialogo che il sindaco aveva cercato con Lupi

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il decreto di nomina, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio l'ha messo nero su bianco in anticipo, due settimane prima che scadesse la “prorogatio”: Giuliano Gallanti resta al timone del porto di Livorno come commissario. In attesa della riforma che ridisegnerà la portualità made in Italy, è lui il “traghettatore” fino alla nomina del nuovo presidente e comunque al massimo per sei mesi (eventualmente prorogabili ma con ulteriore provvedimento). L'atto è arrivato a Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione portuale, ieri all'ora di pranzo: Gallanti ha già controfirmato per accettazione.

Non è la prima volta che Gallanti, avvocato genovese, 76 anni compiuti a fine febbraio, si siede come commissario sulla poltronissima al primo piano di Palazzo Rosciano: era già accaduto nel 2011, nei tre mesi che hanno preceduto la nomina effettiva come presidente.

Commissario come da decreto ministeriale n. 154 in data di ieri, ma con poteri pieni equivalenti a quelli di un presidente: non è affatto un caso che la nota ufficiale dell’Authority tenga a sottolinearlo.

Questi sei mesi extra dovranno servire a Gallanti a mettere in pista il bando per la ricerca dell'investitore privato per la Darsena Europa che, come chiesto in comitato portuale dal governatore Enrico Rossi e annunciato poi nell'ultima dichiarazione di Gallanti da presidente, è previsto prima della pausa delle ferie d’agosto. Del resto, non era forse curioso che mercoledì in comitato portuale Gallanti, in scadenza prima della fine di maggio, parlasse di quel che farà a giugno e a luglio?

«Ringrazio il ministro Delrio per la fiducia accordata»: è la dichiarazione che Gallanti affida alla breve nota ufficiale diramata da Palazzo Rosciano, non appena saputo della nomina a commissario. «L'impegno nei prossimi mesi sarà rilevante per l'Autorità Portuale: colgo l'occasione per ringraziare tutti i dipendenti per il decisivo contributo all'attività dell'ente».

Quanto poi al numero due Massimo Provinciali, va detto che la posizione del segretario generale è in certo qual modo sganciata da quella del presidente: il suo contratto scade a fine novembre.

L'incarico al presidente uscente era più o meno nell'aria. Soprattutto dopo che la settimana scorsa era arrivato il decreto che a Piombino lascia in sella Luciano Guerrieri come commissario (anche in quel caso per sei mesi): con una permanenza record di dieci anni alla guida dell'altra Authority presente nella nostra provincia.

In precedenza, il neo-ministro aveva firmato un'accoppiata di commissariamenti importanti, l'uno a Napoli e l'altro a Gioia Tauro: il fatto che in entrambi i casi si sia affidato ad alti ufficiali della Marina militare, cioè i comandanti delle rispettive Capitanerie di porto, aveva fatto ipotizzare che Delrio volesse aprire una stagione di commissariamenti di tipo istituzionale-militare prima di riuscire a varare la riforma. Però, proprio la scelta su Piombino metteva in evidenza due aspetti: da un lato, l’idea di puntare in precedenza su militari dipendeva evidentemente da specifici problemi locali (in particolare a Napoli dove l’istituzione portuale è stata nel mirino di un ciclone giudiziario); dall’altro, l’(ennesima) conferma di Guerrieri diceva chiaro e tondo che Delrio non è affatto pregiudizialmente contrario a mantenere al timone chi già c’è.

Dice ancor di più la reazione del sindaco Nogarin in consiglio comunale. Riassumibile così: 1) l’ha saputo dai giornali on-line e dal comunicato stampa dell’Authority; 2) il ministro Delrio non l’ha informato né ha risposto alle richieste di incontro che Nogarin ha ripetuto più volte. Come dire: sembra essersi rotto il filo di dialogo che il sindaco livornese rivendicava di aver costruito con il precedente ministro Lupi (forse più precisamente con il capo della segreteria, Marcello Di Caterina, ex deputato Fi). Non era stato forse Nogarin a sottolineare che il ministro gli aveva garantito un commissariamento soft pescando nella terna? Lo sbigottimento e l’irritazione del sindaco sembrano interpretabili come la rabbia di chi ha visto chiudersi un canale sul quale pensava di poter contare nel risiko sul fronte del porto. E, si badi bene, stiamo parlando del numero uno della commissione porti dell’Anci, l’associazione dei Comuni.

Inutile dire che è di tutt’altro segno il commento che arriva via Facebook da Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti e leader del Pd labronico: «Esprimo soddisfazione per questa scelta fatta dal ministro Del Rio che si basa sulla concretezza di cui Livorno ha enormemente bisogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web