Il Tirreno

Livorno

Piscine, ecco le due delibere di giunta sospette così il Comune si è accollato 3,3 milioni di lavori

di Federico Lazzotti
 Piscine, ecco le due delibere di giunta sospette così il Comune si è accollato 3,3 milioni di lavori

Livorno, esposto dei lavoratori: sospetti sulla gestione e sulle delibere della giunta Pd per la ristrutturazione dei tre impianti pubblici

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LIVORNO. Dal presunto stato di crisi finanziaria di Officina dello Sport srl che ha portato al taglio dei dipendenti o al loro reimpiego con funzioni diverse, alla regolarità delle convenzioni firmata nel 2011. Passando alla gara di appalto chiusa nel 2010, fino alle delibera del Comune che avrebbero agevolato economicamente la società che si è aggiudicata la gestione degli impianti pubblici fino al 2027, facendole risparmiare oltre 3 milioni di euro. Ma c’è anche altro, a cominciare dalla possibile discrepanza tra gli interventi previsti e quello che è stato effettivamente realizzato nella struttura Camalich-Neri e per la Bastia: 4,2 milioni di euro di cui 3 prelevati dalle casse del Comune. Fino alla scelta di installare due cogeneratori alimentati con olio di colza, che tanto stanno facendo discutere.

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È questo lo scheletro dell’esposto presentato il 10 aprile scorso da alcuni lavoratori di Officina ai carabinieri e che di fatto ha dato il via all'inchiesta della Procura, al momento contro ignoti. Ad oggi, gli investigatori del nucleo investigativo coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia hanno acquisito diversi documenti relativi a bando, convenzione e delibere. Così per capire dove andranno a mettere le mani e cosa troveranno gli investigatori quando inizieranno a spulciare i documenti per verificare se nella vicenda ci siano aspetti penali rilevanti, è necessario tornare alla festa della donna del 2011, giorno in cui davanti all'allora segretario generale del Comune Antonio Salonia è stato firmata la «convenzione per l'affidamento in concessione della gestione del complesso sportivo polivalente “La Bastia” e del complesso piscine "Camalich-Neri”».

Nel contratto si ripercorre la storia dell'aggiudicazione provvisoria della gara all'associazione temporanea di impresa formata da Sistemi Integrati Livorno (che tutt'oggi controlla Officina), e le società mandanti: la Butterfly di Brescia e la Cospid di Monteriggioni. È da queste tre sorelle che nasce la società di progetto “Officina dello sport srl”. È leggendo il capitolo «interventi a carico del concessionario», quindi di Officina dello sport, che nasce un primo dubbio, soprattutto alla luce di ciò che è avvenuto tre anni più tardi in giunta. «L'offerta gestionale presentata in sede di gara dal concessionario - si legge - prevede la realizzazione di interventi a totale carico del concessionario per un importo di 1.646.850 euro, a cui si aggiunge l'acquisto di due cogeneratori (che diverranno di proprietà del Comune) sempre a totale spesa del concessionario, che, come hanno un valore di 2 milioni di euro, il tutto per un importo totale di 3.646.850 euro».

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Torniamo ora a quello che è avvenuto il primo di agosto dell'anno precedente quando l'incaricata del Comune, Marcella Previti consegna a Roberto Fedeli, nella sua qualità di presidente del cda dell'Ati vincitrice (e in attesa della firma della convenzione) gli immobili e i beni mobili delle piscine. In allegato c'è lo stato delle strutture. Risultato? Sono tutte in uno “stato d'uso buono”. Tanto che successivamente viene indicato un investimento di 123.000 euro per una sistemazione complessiva delle strutture. Costi che solo in un secondo momento, dopo la verifica dei tecnici di Asl è lievitato fino ad oltre 4 milioni di euro.

Con questi impegni e queste cifre in ballo che dovevano essere tutte a carico del concessionario, saltiamo al 30 dicembre del 2013 quando la giunta Cosimi si accolla il primo lotto dei lavori: 1.452.000 euro. Dunque Officina fa i lavori e chi paga sono i contribuenti, almeno in buona parte. La storia si ripete in giunta il 21 maggio dell'anno successivo. Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative, l'ex assessore allo sport Claudio Ritorni, dimessosi dopo aver instradato la privatizzazione delle piscine è consigliere di Officina e si occupa - come ha dichiarato il presidente Fedeli - «di ristrutturare la società».

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È in questo clima che il Comune proroga la convenzione fino al 2027, ma soprattutto delibera un altro contributo al concessionario attraverso il quale si fa carico, in tutto, di 3,3 milioni di euro. È in questo preciso momento che le carte in piscina cambiano: il Comune paga tre quarti degli investimenti «mentre ulteriori interventi finalizzati al miglioramento funzionale di utilizzo dei complessi sportivi stimati dal concessionario in 1.200.000 euro saranno realizzati a spese della società».

È da queste cifre messe a confronto con il capitolato dei lavori allegato alle quattro liquidazioni effettuato dallo stesso Comune tra l'ottobre 2014 e il dicembre dello stesso anno (giunta Nogarin) e al risultato effettivo degli interventi che dovrà iniziare la verifica degli inquirenti per accertare se i lavori sono stati fatti in modo corretto, se davvero il capitolato corrisponde a quanto realmente eseguito o se invece si possa riscontrare, tanto per cominciare, un danno erariale ai danni del Comune.

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